L’abitudine di far fermentare i cibi in casa per conservarli meglio ha radici molto antiche. L’utilizzo di lattobacilli per far fermentare i cibi risale a 4000 anni fa: senza sapere il motivo scientifico l’uomo usava questi batteri al fine di migliorare appunto la conservabilità dei vari alimenti, sviluppandone il sapore e la consistenza.

Oggi questa tecnica persiste in particolar modo in Oriente, dove i cibi fermentati erano, e sono, considerati un vero e proprio rimedio naturale: si mangia frutta, pesce e persino verdure fermentate. Stessa cosa la si ritrova in Europa del Nord, con i crauti o le alici, e in parte anche in Italia.

Sebbene si sia un po’ persa l’usanza di sottoporre a tecniche di fermentazione i cibi in casa, ognuno di noi ancora oggi consuma alimenti come vino, birra, yogurt, miso o pasta madre. Tutti questi sono alimenti fermentati che si caratterizzano per delle proprietà benefiche uniche.

I BENEFICI DEI CIBI FERMENTATI

Il processo di fermentazione si attiva grazie al “lavoro” di microrganismi che colonizzano cibi o bevande quando questi vengono lasciati “invecchiare”. Questi batteri buoni effettuano una sorta di “pre-digestione” degli alimenti con effetti benefici.

Inoltre il processo di fermentazione arricchisce l’alimento di enzimi (che rendono amidi e proteine più digeribili), vitamine, fermenti e antiossidanti, migliorandone così il contenuto nutrizionale. Inoltre i batteri probiotici presenti in alcuni alimenti fermentati, possono contribuire in modo sostanziale all’arricchimento del microbiota umano, cioè l’insieme di microorganismi simbiotici che si trovano nel tubo digerente dell’uomo e che migliorano le nostre difese immunitarie, la motilità intestinale e i processi digestivi.

QUALI SONO GLI ALIMENTI FERMENTATI BUONI PER LA SALUTE

Gli alimenti fermentati che ogni giorno troviamo sulla nostra tavola sono tantissimi e hanno proprietà specifiche diverse. Tra quelli che hanno i migliori effetti sulla nostra salute vi è certamente lo yogurt: è l’alimento fermentato più conosciuto ed apprezzato al mondo, sia per il suo gusto che per le sue qualità benefiche. Nello yogurt sono generalmente presenti due ceppi batterici – lo Streptococcus thermophilus e il Lactobacillus bulgaricus – artefici della fermentazione del latte e della digeribilità dello Yogurt che ne deriva. In alternativa allo Yogurt ci sono i Latti fermentati probiotici i cui ceppi fermentanti il latte sono in grado di giungere vivi nell’interstino contribuendo a bilanciare la flora intestinale.

Il Kombucha è il tè nero fermentato che contiene una vasta gamma di microrganismi benefici. Viene considerato una sorta di “elisir” di lunga vita ed è molto usato soprattutto in Oriente. I suoi benefici sono svariati per lo stomaco, la milza e l’intestino.

Altro alimento fermentato capace di regolare le funzioni intestinali e rafforzare il sistema immunitario, è il miso. Questo prodotto fermentato è a base di soia, cereali e sale marino integrale, perfetto per sostituire il dado vegetale nella preparazione del brodo, delle minestre o per il risotto.

Un cibo fermentato più vicino alla cultura gastronomica occidentale è sicuramente rappresentato dai crauti. Famosi soprattutto in Germania o Austria, i crauti sono un cibo fermentato sano e digestivo. Da ultimo, un alimento che sorprendentemente è il risultato di una fermentazione è  l’aceto, soprattutto quello di mele. Si forma tramite la fermentazione del vino o del sidro, grazie ad una coltura batterica di Gram-negativi del genere Acetobacter. L’aceto di mele in particolare ha molti effetti benefici: riduce il tasso glicemico, fa bene alla pelle, attenua la fermentazione intestinale e previene le infiammazioni articolari.