Che effetti potrebbero avere le nanoplastiche e le microplastiche che si ingeriscono quando si mangia? Sembra che ci sia ancora molta strada da fare sotto questo punto di vista perché l’Efsa, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, ritiene che i dati disponibili oggi siano insufficienti per stabilire presenza, tossicità e destino di tali materiali una volta che vengono ingeriti e digeriti dall’organismo. Tali dati sarebbero assolutamente necessari per valutare poi accuratamente il rischio che le nanoplastiche e le microplastiche avrebbero sull’organismo. Proprio per questo l’Efsa avrebbe richiesto maggiore attenzione a tal proposito.

La questione riguarderebbe soprattutto i mari e gli altri corsi d’acqua e quindi tutti i prodotti che da esso arrivano (come il pesce e soprattutto i frutti di mare). Il rischio che nanoplastiche e microplastiche comportano non si può certo ignorare. Come spiega la stessa Efsa: “L’uso sempre più intenso della plastica nel mondo ha causato la formazione negli oceani di ampie aree di rifiuti di plastica galleggianti, la cosiddetta zuppa di plastica. Sono state osservate aree grandi quanto la Francia. Questi rifiuti di plastica galleggianti si stanno frammentando gradualmente in particelle più piccole, che alla fine diventano microplastiche e persino nanoplastiche. Si tratta di pellet, fiocchi, sferoidi e anche granelli sintetizzati in queste dimensioni“.

Sebbene non esistano dati sulla presenza delle nanoplastiche all’interno dei cibi, secondo l’Efsa vi sarebbero informazioni sulle microplastiche presenti soprattutto nell’ambiente marino e soprattutto nei pesci. Per quanto riguarda questi ultimi però, le microplastiche si troverebbero soprattutto in stomaco e intestino, parti che in genere vengono eliminate e non consumate, mettendo così al riparo la salute umana. Il discorso è invece diverso quando di parla di frutti di mare, il cui tratto digestivo viene consumato eccome. Se vi possano essere degli effetti nocivi è ancora presto per dirlo ma di certo si cercherà di intensificare gli studi verso questa direzione.