Una cuffia refrigerata per aiutare a contrastare la perdita di capelli causata dalle sedute di chemioterapia: questo lo strumento utilizzato dall’ospedale Ramazzini di Carpi (Modena) nelle donne sottoposte ad un trattamento per combattere il tumore.

Testata su 88 donne e un uomo, la cuffia “Pixman” ha dato risultati del tutto positivi dato che il suo successo va dal 55 al 62%. La stessa, in dotazione in sole altre due città italiane – Parma e Avellino -, è stata prodotta per la prima volta nel 1997 ed è presente nella struttura day hospital oncologico del Ramazzini dal 2013 grazie ad un contributo di 30mila euro e da anni ormai viene utilizzata principalmente per i casi di tumore alla mammella.

Come funziona e come riesce a risultare efficace?

La perdita dei capelli è uno degli effetti collaterali per tutte le persone che vengono sottoposte a chemioterapia, ma questa cuffia, se bene non andrà a risolvere il problema del tumore, almeno può aiutare la persona a soffrire – anche se leggermente – meno la malattia, e alleggerire in qualche modo il peso che questa comporta.

Nel momento in cui il trattamento di chemioterapia entra in circolo va a causare l’atrofia del bulbo pilifero: per questo motivo la cuffia quindi si avvale di un meccanismo che, grazie alla sua temperatura inferiore ai quattro gradi, aiuta a ridurre il flusso sanguigno che arriva agli stessi follicoli cercando di contrastare e preservare la loro distruzione.

Proprio a riguardo si è espressa anche Franca Pirolo dell’Associazione malati oncologici di Carpi spiegando come “Esistono molti rimedi per nascondere agli altri la perdita di capelli dovuta alla chemioterapia. Il percorso che vive chi si trova ad affrontare una malattia come il tumore è tutto in salita. A occhi esterni la perdita temporanea dei capelli potrebbe sembrare il male minore ma chi ha vissuto questa esperienza sa che non è affatto così. Soprattutto per le donne“.