La cervicalgia, comunemente definita ‘dolore cervicale’, consiste in un disturbo localizzato del tratto cervicale, ovvero la porzione superiore dalla colonna vertebrale, deputata al sostegno del capo e responsabile dei movimenti rotatori, flessori ed estensori della testa.

Quando si lamenta un dolore cervicale, questo si concentra dunque a livello del collo, con possibilità di coinvolgimento anche di spalle e braccia, con conseguenti difficoltà di movimento. I sintomi più comunemente associati alla cervicale comprendono dunque rigidità localizzati nella zona del collo, contrazioni dei muscoli delle spalle e mal di testa. In casi più gravi possono inoltre sopraggiungere formicolii alle braccia o mancanza di forza negli arti superiori, dolore localizzato nella zona sopra gli occhi, problemi alla vista, nausea, vertigini, perdita di equilibrio, ronzii alle orecchie e possibili problemi all’udito.

Tali sintomi sono scatenati dalla costante tensione muscolare del tratto cervicale, che rende difficoltoso l’afflusso di sangue al cervello, e in ragione del passaggio di numerose radici nervose nella zona. Il nervo vago, in particolare, può irritarsi a seguito di un prolungato stato di contrattura, innescando la sgradevole sensazione di nausea e vomito.

Nella maggior parte dei casi, il dolore cervicale è imputabile ad una semplice contrattura della muscolatura di collo e spalle, in quanto i problemi di natura ossea e cartilaginea sono abbastanza rari da riscontrare in giovane età. E’ dunque sufficiente uno sforzo brusco o prolungato a livello del collo, una postura scorretta, o un colpo di freddo per scatenare una cervicalgia. Quando tuttavia il dolore è persistente e prolungato, specie se associato a sintomi più gravi, quali vertigini, perdita di equilibrio, nausea, problemi di udito o dolore nella regione mandibolare, è bene non sottovalutare la situazione, poiché potrebbero essere coinvolti i nervi. In questi casi il consiglio è quello di intervenire tempestivamente, rivolgendosi ad uno specialista, così da evitare conseguenze più gravi ed individuare eventuali compressioni del midollo spinale o ernie discali che comprimono le radici nervose.