Assobiotec evidenzia un gravissimo problema che riguarda gli italiani: solo 2 persone su dieci, infatti, nonostante se ne parli tanto in giro, conoscono l’esistenza delle cellule staminali e le fondamentali differenze che ne contraddistinguono i diversi tipi.

L’82%, infatti, della popolazione dello Stivale confonde le cellule embrionali con quelle cordonali.

Vediamo insieme quali sono le differenze:

Cellule staminali embrionali: è un tipo di cellula, caratteristica dello sviluppo dell’embrione di una settimana. Essa è ancora non differenziata, ovvero ancora dotata della potenzialità di dare origine a ogni tipo istologico presente nell’organismo di cui fa parte, eccezion fatta per i gameti.

Cellule staminali cordonali: il sangue del cordone ombelicale è ricco di cellule staminali emopoietiche (del sangue). Questo tipo di cellula staminale si trova anche nel midollo osseo. Alcuni ricercatori hanno scoperto che queste cellule sono più immature rispetto alle altre cellule staminali adulte. Ciò significa che possono proliferare più a lungo in coltura e che possono contribuire alla rigenerazione di uno spettro più ampio di tessuti.

Dallo studio emerge – ha sostenuto Renato Mennheimer, coordinatore dell’indagine – prima ancora che una scarsa conoscenza della possibilità di utilizzare il sangue cordonale, una totale assenza di consapevolezza circa le cellule staminali da parte degli italiani. Gli italiani mostrano di avere poche e confuse informazioni a riguardo; le risposte relativamente a caratteristiche e utilizzo delle staminali sono fornite il più delle volte in modo orientativo (credo di sì/di no) e, spesso, risultano errate“.

Gli italiani 20-44enni – ha aggiunto Mennheimer – non conoscono la distinzione tra cellule staminali neonatali ed embrionali. Le informazioni possedute, quindi, non permettono loro di distinguere con chiarezza tra le diverse fonti di cellule staminali, lasciando intendere che anche i risvolti di tipo etico, spesso protagonisti del dibattito pubblico, difficilmente possono essere correttamente compresi“.

Siamo impegnati – ha concluso – quotidianamente nella diffusione della conoscenza sulle staminali. E’ vero che gli italiani non ne conoscono le potenzialità, ma è vero che hanno una domanda di conoscenza enorme. Quindi questi dati sono una sconfitta per tutto il sistema sanitario nazionale. Se un italiano su due non ne sa nulla, se molti fanno confusione e per colpa di tanti messaggi disorientanti immaginano che il loro utilizzo sia addirittura da chiedere ad un giudice, vuol dire che non c’è una lacuna da colmare, ma un cratere”.