Nuoce gravemente alla salute” è la scritta diffusa su tutti i pacchetti di sigarette in commercio. Il fumo fa male, lo sappiamo, ed è vietato non informare il consumatore che qualche tiro di troppo può uccidere. Lo stesso discorso però, secondo alcuni consumatori supportati da delle Associazioni, dovrebbe esser fatto per quanto riguarda l’uso dei cellulari (ecco 15 motivi per essere preoccupati).

Gli avvocati torinesi Renato Ambrosio, Stefano Bertone e Chiara Gribaudo, dello studio legale Ambrosio e Commodo, a nome della Apple, Associazione per la prevenzione e la lotta all’elettrosmog, e di Innocente Marcolini, un ex dirigente d’azienda bresciano che passava almeno cinque o sei ore al giorno al cellulare, noto alle cronache perché vinse in Cassazione contro l’Inail nel 2012 la prima causa in Italia che stabilì un nesso tra il tumore alla testa e l’uso del telefono cellulare, hanno così deciso di fare ricorso al Tar del Lazio per imporre agli operatori telefonici l’obbligo di comunicare che i cellulari “sono dannosi per la salute perché possono provocare il cancro”, vietarne la pubblicità e impedirne l’uso ai minori.

Un allarme che preoccupa decisamente perché sarebbero più di 40 milioni gli italiani in possesso di un dispositivo mobile. Colpevoli, quindi, i ministeri dell’Ambiente, della Salute, dello Sviluppo economico e della Ricerca, che non danno una giusta informazione ai consumatori che, perdipiù, spesso e volentieri utilizzano i telefonini senza auricolare o vivavoce.

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