Il Ministero della Salute ha aggiornato le proprie linee guida indicando che da oggi, per diagnosticare la celiachia nei bambini, non sarà più necessario doverli sottoporre ad un esame diagnostico invasivo come l’endoscopia ma che basterà un semplice esame del sangue. Si tratta di una novità davvero rilevante e importante, che aiuterà i bambini ad affrontare un percorso non sempre facile.

La celiachia (ossia l’intolleranza al glutine) è una malattia costantemente in aumento (in Italia sarebbero interessati circa cinquantamila bambini) e come spiega la Ministra della Salute Beatrice Lorenzin, i numeri sono tutt’altro che irrilevanti: “Nel 2014 in Italia sono risultati più di 170mila celiaci accertati; il dato è in continuo aumento e risultano ancora non diagnosticati più di 400mila celiaci. Tutelare questi pazienti è un dovere, anche perché così facciamo un’importante operazione di prevenzione e, quindi, di contenimento della spesa sanitaria“.

A breve dovrebbe svolgersi anche un tavolo per cercare di individuare le soluzioni migliori che possano agevolare il sostentamento di chi soffre di celiachia. “Se non diagnosticata in modo corretto e tempestivo, la celiachia espone il paziente a conseguenze anche gravi: dall’osteoporosi alla malnutrizione con ritardo di crescita nei bambini, dall’infertilità nelle donne fino all’aumento del rischio di tumori intestinali” fa sapere il professor Gino Roberto Corazza (Medicina Interna dell’Università di Pavia).

Di sicuro c’è che da oggi, i bambini con livelli di anticorpi specifici di dieci volte superiori ai valori normali, non dovranno più essere sottoposti ad endoscopia per diagnosticare la patologia. L’endoscopia resta però il metodo valido per gli adulti. È proprio quest’ultimo, infatti, il metodo più efficace per avere una diagnosi certa, dopo un primo esame in cui vengono analizzati i livelli di anticorpi presenti nell’organismo.