Con il termine cataratta si indica la progressiva opacizzazione del cristallino, una lente biconvessa, situata all’interno dell’occhio, appena dietro all’iride. L’ossidazione, disidratazione, inspessimento ed opacizzazione del cristallino determina uno scadimento della visione, con progressivo annebbiamento e diminuzione della capacità visiva, fino ad arrivare a completa cecità. Non esistono cure farmacologiche per la cataratta, tuttavia il processo degenerativo può essere arrestato tramite un semplice intervento chirurgico.

Il problema insorge generalmente intorno ai 60 anni: oltre i 65, circa la metà della popolazione ne soffre e alla soglia dei 75, la percentuale cresce fino a circa il 90%. La cataratta senile si sviluppa tuttavia lentamente e senza particolari avvisaglie, tanto che la maggior parte delle persone stenta ad accorgersene fino a quando non si manifestano importanti difficoltà visive. Tuttavia, prima avviene la diagnosi, più semplice risulterà l’intervento correttivo.

Inizialmente è possibile intervenire andando semplicemente a sostituire le lenti degli occhiali, così da migliorare la vista; trattandosi però di un processo graduale e irreversibile, prima o dopo giungerà il momento di programmare l’intervento.

Per prima cosa il paziente verrà quindi sottoposto ad un esame oculistico approfondito, così da determinare il tipo di intervento e la lente intraoculare più adatti al caso specifico, nonché il grado di correzione ottica da ottenere dopo l’intervento. Eseguiti anche i dovuti esami pre-operatori, il paziente è pronto per l’intervento, che nello specifico prevede la rimozione del cristallino opacizzato e la sua sostituzione con una lente artificiale.

Fissato il giorno dell’operazione, il paziente sarà invitato a recarsi in ospedale al mattino presto e a digiuno. L’intervento di cataratta si esegue ambulatorialmente e ha una durata di circa 10-15 minuti; non è di conseguenza necessario portare con sé alcun tipo di ricambio per ricovero ospedaliero. Il tipo di operazione più comunemente effettuato oggi, consiste infatti nella facoemulsificazione, un intervento ambulatoriale minimamente invasivo, rapido e indolore.

Nella fase preparatoria, la superficie dell’occhio da operare verrà trattata con un collirio anestetico, che unitamente ad una leggera sedazione renderanno indolore tutto il procedimento. La palpebra verrà quindi disinfettata per minimizzare il rischio di infezioni intraoculari e verranno praticate due piccole incisioni sul bordo della cornea, attraverso le quali si potrà operare con strumenti di microchirurgia. Con un bisturi viene successivamente rimossa la parte anteriore della capsula, ovvero l’involucro trasparente che avvolge il cristallino. A questo punto, con il facoemulsificatore si frammenta il cristallino stesso e se ne rimuovono i frammenti per aspirazione. Si impianta quindi il cristallino artificiale all’interno della capsula posteriore e si suturano le incisioni inizialmente praticate sulla superficie dell’occhio. Terminato l’intervento, viene applicata una coppetta di protezione sull’occhio e il paziente è accompagnato nell’area di recupero post-operatorio.

Dopo appena qualche ora dal suo arrivo in ospedale,  il paziente può quindi fare ritorno a casa, meglio se accompagnato da qualcuno, poiché l’occhio bendato e l’effetto residuo della sedazione rende non idonei alla guida.

Solitamente l’intervento di cataratta presenta un decorso post-operatorio privo di particolari disagi, ripristinando tuttavia una visione assolutamente chiara e distinta. Come per ogni intervento chirurgico, nemmeno la facoemulsificazione è comunque da ritenersi del tutto priva di rischi e benché produca risultati eccellenti, è sempre meglio valutarli attentamente con il proprio medico.

Le complicanze possono insorgere sia durante che dopo l’intervento e tra le più importanti si annoverano:

  • infezione
  • emorragia
  • traumi oculari
  • edema retinico
  • distacco di retina
  • perdita della visione.

Non bisogna dunque esitare a contattare il medico nel caso in cui si avvertano sensazioni quali:

  • peggioramento improvviso della funzione visiva
  • graduale peggioramento della funzione visiva anziché miglioramento
  • comparsa di ‘ombre’ davanti all’occhio
  • comparsa di ‘lampi’ improvvisi
  • dolori continui.