La carnitina è una sostanza chimica che il corpo utilizza per convertire i grassi in energia. La sua scoperta risale all’inizio del XX secolo, ma solo dopo decenni si è compresa la reale importanza di questa sostanza per l’apporto di energia alla muscolatura.

Nel nostro organismo, la carnitina viene sintetizzata nel fegato e nei reni, a partire da due aminoacidi (lisina e metionina) ed in presenza di vitamina B6, vitamina C e ferro; questa sintesi può essere tuttavia pregiudicata da malattie croniche, come il diabete le malattie del fegato. Se normalmente, dunque, la carnitina viene assunta tramite l’alimentazione (soprattutto da carne e prodotti caseari, ma anche da semi di soia e avocado), in questi casi è possibile ricorrere ad integratori alimentari reperibili in farmacia (generalmente in forma di capsule).

La principale funzione della carnitina è infatti quella di trasportare gli acidi grassi all’interno mitocondri, che rappresentano i produttori di energia delle cellule. Senza il “carburante” la cellula è quindi impossibilitata a generare l’energia di cui necessitano soprattutto i muscoli, tra cui l’importantissimo muscolo cardiaco. Una carenza di carnitina porta quindi ad un danneggiamento delle funzioni naturali delle cellule, una ridotta produzione di energia e un aumento del tessuto adiposo.

Un’adeguata fornitura di energia è di importanza cruciale per le cellule muscolari, soprattutto quelle del cuore, ma gli effetti positivi della carnitina sono riscontrabili anche sulle cellule nervose del cervello, su quelle del fegato e negli spermatozoi. Un equilibrato bilancio energetico consente infatti alle cellule di eliminare e demolire i corpi estranei, bruciare i grassi e adempiere tutte le funzioni fisiologiche.

La carnitina possiede inoltre proprietà antiossidative e combatte i radicali liberi,  responsabili dell’invecchiamento cellulare e di numerose malattie ad esso correlate. Un piacevole effetto collaterale della carnitina è poi la perdita di peso, dal momento che la sua azione induce la trasformazione dei grassi depositati nel corpo in energia. Se impiegata in ambito sportivo, favorisce infine il miglioramento delle prestazioni atletiche.

Carnitina: utilizzo e benefici

Il corretto apporto di carnitina migliora le condizioni generali di salute ed il benessere fisico, grazie ad una maggiore quantità di energia disponibile. Le malattie cardiovascolari costituiscono tuttavia il principale campo di impiego di questa importante sostanza. La carnitina migliora infatti i valori dei lipidi nel sangue, abbassando il livello di colesterolo e trigliceridi ed aumentando al contempo il livello di colesterolo HDL (il colesterolo buono). Ciò assicura un’azione preventiva contro le malattie dell’apparato cardio-circolatorio, poiché l’effetto della carnitina riduce  il rischio di depositi nei vasi sanguigni, promuovendo allo stesso tempo un corretto apporto di ossigeno alle cellule.

Come sopra accennato, il ricorso ad integratori di carnitina può inoltre avere effetti positivi anche in caso di malattie neurologiche. Questa sembra infatti influire sull’acetilcolina, un neurotrasmettitore essenziale per molte funzioni cerebrali, rivelandosi un gradito alleato in caso di Alzheimer, sia in pazienti allo stadio iniziale che in coloro che ne offrono da tempo. Grazie alla sua azione antiossidante, la carnitina stabilizza infatti le cellule cerebrali, incrementa l’efficienza energetica ed è in grado di svolgere quasi completamente le funzioni dell’acetilcolina. Dal suo utilizzo possono infine trarre giovamento anziani affetti da depressione (solitamente causata da un’alterazione dei processi biochimici all’interno del cervello), malati di cirrosi epatica, di distrofia muscolare, distrofia miotonica e distrofia muscolare progressiva, malattie neuromuscolari, pazienti affetti da obesità cronica e da alcune forme di sterilità.

Carnitina: controindicazioni ed effetti collaterali

Gli effetti collaterali della carnitina sono rari, lievi e transitori, tuttavia possono comprendere vomito, nausea, diarrea e crampi addominali. E’ sempre bene dunque rivolgersi ad un medico per quanto riguarda il dosaggio consigliato e le modalità di assunzione. La dose giornaliera di carnitina varia infatti in base alla età, costituzione e sesso della persona, sebbene il dosaggio suggerito del ministero competente italiano sia di 200 mg al giorno.