Lo avevamo già ribadito in un precedente articolo, quando avevamo riportato i dati di una ricerca britannica: la carne rossa, di per sé, non fa male alla salute sempre e comunque. Mangiare un piccolo quantitativo di carne, di tanto in tanto, non farebbe aumentare il rischio di sviluppare tumori al colon retto e comunque questi ultimi sarebbero legati a tantissime altre cause, spesso impossibili da individuare con assoluta certezza.

Sula carne rossa e i suoi potenziali effetti cancerogeni è intervenuto anche il nostro Ministero della Salute, che ha voluto rasserenare gli animi dopo che la rivista The Lancet – Oncology avrebbe pubblicato un pezzo in cui si metteva in relazione il consumo di carne rossa trasformata e fresca con un aumento del rischio di ammalarsi di cancro. È per questo che Ministero della Salute ha chiesto un primo parere alla Sezione del Comitato Nazionale per la sicurezza alimentare il cui responso sarebbe stato: il regimen alimentare giusto da seguire sarebbe quello che prevede un’alimentazione varia, con riduzione dei grassi e delle proteine animali e il favorimento di cibi ricchi sia di vitamine sia di fibre.

Come sottolinea il Comitato, l’insorgenza di patologie oncologiche è fenomeno legato a molti fattori di natura individuale, ambientale e anche comportamentale. Quando si parla di tumori, quindi, vanno sì considerate le abitudini alimentari  ma anche il modo in cui la carne viene cotta o trasformata. La carne rossa viene comunque indicata come fonte importante per ricavare proteine altri fondamentali nutrienti.

Si tratta, ovviamente di un primo parere, e non è dunque escluso che il Ministero della Salute procederà con altre indagini che possano offrire altri punti di vista su questa delicata faccenda.