La carne di pollo conterrebbe troppi antibiotici e questo potrebbe rappresentare un grave rischio per la salute pubblica. A lanciare l’allarme è il Ministero della Salute, che ha diffuso un rapporto proprio in merito al preoccupante livello di presenza di questo tipo di farmaci nella carne di pollo, con il rischio che l’essere umano diventi antibiotico-resistente e che gli stessi medicinali non siano più efficaci quando dovrebbero. Al rapporto pubblicato dal Ministero della Salute fa eco anche una campagna di sensibilizzazione e informazione lanciata dal CIWF, un’associazione senza scopo di lucro che si occupa del benessere e della protezione degli animali che vivono negli allevamenti.

Secondo uno studio condotto dal CIWF, negli allevamenti di polli sarebbe altissimi l’uso di antibiotici da somministrare ai bipedi e per curare diverse patologie. Il massiccio uso di farmaci si riverserebbe poi sull’essere umano, che nutrendosi di quella carne di pollo assimilerebbe anche i residui degli antibiotici.

Secondo Annamaria Pisapia, direttrice italiana di CIWF: “L’uso eccessivo di antibiotici negli allevamenti di polli è necessario perché le difese immunitarie degli animali sono estremamente ridotte dalla selezione genetica e dalle condizioni di allevamento, tra cui le altissime densità. Il miglioramento delle condizioni ambientali da solo non basta a risolvere questo problema: solo lavorando anche sugli aspetti di selezione delle razze  e optando per animali ad accrescimento più lento e sulla riduzione delle densità sarà possibile ridurre l’uso di antibiotici e tenere sotto controllo il fenomeno dell’antibiotico-resistenza, che attualmente rappresenta una vera e propria minaccia per la salute pubblica. Nessun interesse commerciale dovrebbe avere la priorità rispetto alla salute dei cittadini italiani“.

Se la situazione della maggior parte degli allevamenti di polli è quella descritta, c’è da dire anche che i consumatori iniziano ad essere maggiormente attenti ed informati su ciò che acquistano e di cui poi si nutrono e che molti allevamenti stanno cercando di introdurre tecniche più rispettose per gli animali e per la salute delle persone.