La cardioaspirina è un farmaco contenente basse dosi di acido acetilsalicilico, il medesimo principio attivo della normale aspirina, ed utilizzato per inibire l’ aggregazione piastrinica. Si tratta quindi di un farmaco anticoagulante, fondamentale per prevenire la formazione di coaguli di sangue, anche detti ‘trombi’,  all’ interno delle pareti arteriose. L’ ostruzione di un’ arteria cerebrale a causa di un trombo può infatti dare origine a un ictus, mentre se il trombo si localizza a livello delle arterie che irrorano il cuore, può determinare l’ insorgere di un infarto; entrambe situazioni potenzialmente fatali.

La cardioaspirina viene quindi solitamente prescritta a persone che hanno già subito un infarto, un attacco ischemico transitorio (TIA) o un ictus cerebrale, come anche a chi soffre di angina pectoris, a portatori di by-pass aorto-coronarici o pazienti che hanno subito un’angioplastica coronarica percutanea transluminale (PTCA), a chi soffre della sindrome di Kawasaki e a chi è sottoposto a emodialisi.

A scopo preventivo, potrebbe inoltre essere prescritta a quei soggetti che presentano importanti fattori di rischio cardiovascolare, come ipertensione, alti livelli di colesterolo nel sangue, obesità, diabete mellito e predisposizione familiare alle cardiopatie ischemiche. Si tratta dunque di un farmaco efficace sia per la terapia che nella prevenzione delle trombosi arteriose.

A differenza dell’ aspirina classica o dell’ aspirinetta, la cardioaspirina è specificamente formulata per un uso costante e prolungato (si tratta infatti di un farmaco salvavita). E’ quindi provvista di un protettore gastrico finalizzato a ridurre i rischi per lo stomaco legati all’ assunzione di acido acetilsalicilico, mentre contiene una dose minore di principio attivo (100 mg contro i 500 dell’aspirina classica).

Il farmaco si rivela tuttavia controindicato in pazienti che hanno manifestato pregresse reazioni allergiche all’ acido acetilsalicilico o soggetti a frequenti sanguinamenti. In pazienti che presentano predisposizione a problemi gastrici, il medico può inoltre suggerire l’ assunzione di farmaci gastroprotettori, così da scongiurare fenomeni ipersecretivi o ulcere. In ogni caso, è sempre consigliabile assumere la cardioaspirina a stomaco pieno.