Generalmente utilizzata per trattare patologie vascolari, la cardioaspirina è un farmaco a base acido acetilsalicilico, ad azione anticoagulante, che viene di frequente prescritto anche in gravidanza. L’efficacia del farmaco è infatti apprezzata nello scongiurare anomalie durante la formazione della placenta, nel caso in cui siano presenti fattori di rischio quali ipertensione, obesità, problematiche della coagulazione o pregressi aborti spontanei.

In particolare, in presenta di patologie materne come trombofilia o mutazioni genetiche che portano ad una aumentata coagulabilità del sangue, la cardioaspirina viene utilizzata come farmaco preventivo al fine di scongiurare aborti spontanei, come anche in caso di precedenti interruzioni di gravidanza legate alla presenza di anticorpi antifosfolipidi (patologia che determina una ipercoagulabilità del sangue). La cardioaspirina può inoltre rivelarsi utile nei casi in cui siano stati riscontrati problemi specifici a livello della placenta, tra cui gestosi, distacco o il ritardo di crescita.

Dal momento che la formazione di trombi è un problema particolarmente sentito in gravidanza (in ragione delle modificazioni ormonali cui la donna va incontro), la cardioaspirina può infine essere prescritta alle gestanti per prevenire eventi cardiovascolari, specie in pazienti considerate maggiormente rischio.

Nonostante le possibili applicazioni, la cardioaspirina rimane tuttavia un farmaco da considerarsi controindicato in gravidanza, specie nel terzo trimestre, come specificato nel foglietto illustrativo. Va quindi utilizzato con estrema cautela e solo dietro espressa prescrizione medica. L’utilizzo di inibitori della sintesi delle prostaglandine può infatti influire in maniera negativa sulla gestazione e sullo sviluppo fetale. Nelle fasi terminali della gravidanza, in particolare, può determinare una prematura chiusura del foro di Botallo, struttura che consente al sangue di passare dall’atrio destro all’atrio sinistro del cuore del bambino e che si chiuderà naturalmente al momento della nascita. Altri possibili effetti collaterali comprendono sanguinamento, emorragia e distacco di placenta, tutte situazioni che possono rivelarsi anche molto pericolose per mamma e bambino. In ragione di ciò, come spesso accade, la comunità medica non è unanimemente concorde sui benefici della cardioaspirina in gravidanza, che continua quindi ad essere generalmente prescritta solo in caso di evidenti fattori di rischio.