Il Cardamomo è una pianta dalle riconosciute proprietà curative. Appartenente alla famiglia delle Zingiberaceae ed è origino dell’area a est dei Balcani e dell’India, dove è coltivato con successo. Il frutto si presenta come una capsula color verde o marrone scuro, al cui interno sono racchiusi i semi, che possono essere macinati o usati per infusioni.

Nel cardamomo sono contenuti elevati livelli di manganese, oltre a calcio, potassio, zinco, ferro, fosforo, magnesio e rame. Utilizzabile sia in cucina che per la realizzazione di tisane, il cardamomo contiene inoltre molti oli essenziali (tra cui pinene, sabinene, mircene, limonene, linalolo e nerolo) e la Vitamina C, essenziale per  il benessere dell’organismo.

Proprietà curative

Il cardamomo presenta proprietà antisettiche, antispasmodiche, carminative, digestive, diuretiche, espettoranti, stimolanti e toniche.

La pianta può essere impiegata per calmare o risolvere il gonfiore intestinale, attenuando i sintomi della flatulenza; è utile in caso di problemi al sistema urinario, emorroidi e, secondo la medicina tradizionale cinese, è particolarmente indicato nella cura di mal di stomaco, diarrea e intestino irritabile. Si può anche assumere preventivamente aggiungendone 3 o 4 semi durante la cottura di alimenti “a rischio”, ad esempio broccoli, cavolfiori e cavoli, senza tuttavia alterarne il gusto.

La sua azione stimolante è poi dovuta alla presenza di cineolo, sostanza che agisce incitando il sistema nervoso centrale, ma anche nota per le sue proprietà antisettiche. Dall’impiego di cardamomo può dunque trarre beneficio anche il cavo orale, in caso di patologie come mal di gola, faringite, raffreddore e tosse. Molto utile in questi casi, come per le affezioni alle vie respiratorie, l’impiego del suo infuso: un vero toccasana, in grado di liberare immediatamente le vie respiratorie e combattere al contempo la stanchezza che tipicamente accompagna gli stati influenzali.

Molto utilizzato in India per mantenere la salute dei denti, i suoi semi possono anche essere masticati per combattere l’alito cattivo. Si rivela inoltre utile anche nel trattamento delle gengive infiammate e, se da un lato stimola l’appetito, dall’altra accelera il metabolismo ed è quindi indicato in caso di diete. Stimolando la diuresi, la pianta aiuta poi il corpo a liberarsi in maniera naturale dei liquidi in eccesso e delle tossine accumulate. Grazie al suo contenuto di limonene, il cardamomo funziona inoltre come antiossidante, offrendo molti benefici per la salute generale del corpo.

 A livello topico, il cardamomo aiuta  a combattere la psoriasi e l’acne. Le sue proprietà antisettiche lo rendono adatto in caso di piccole escoriazioni, ma lo si può usare anche per contusioni, distorsioni e per combattere il prurito causato dalle punture di insetti. E’ inoltre utile per contrastare la perdita dei capelli, perché stimola i follicoli, ed unitamente al tè verde, rivela infine buone doti antidepressive.

Le donne in gravidanza possono infine trovare nel cardamomo un buon agente per alleviare le nausee mattutine.

Per sfruttarne le numerose proprietà benefiche è possibile ricavare infusi e tisane, oppure semplici suffumigi utili a liberare le vie aeree (3-5 gocce di olio essenziale in acqua bollente).

Uso in cucina

Il cardamomo è poi una spezia molto utilizzata in Oriente: il suo odore forte e speziato e il sapore leggermente piccante e fruttato lo rendono adatto a primi piatti, arrosti, ma anche come base per piatti dolci, creme e torte al cioccolato. Molte miscele di spezie prevedono inoltre l’uso del cardamomo, dal diffusissimo curry, al garam masala.

Controindicazioni

Pochissime sono le controindicazioni e gli effetti collaterali legati all’uso del cardamomo, ne è tuttavia sconsigliata l’assunzione a chi soffre di calcolosi della colecisti, poichè può dar luogo a disturbi che vanno dai dolori addominali alle coliche vere e proprie. Analogamente, anche le persone con patologie  a carico della cistifellea dovrebbero riservare molta cautela all’uso del cardamomo, dal momento che potrebbero presentarsi effetti indesiderati. La pianta potrebbe infine interferire con l’attività di farmaci antiaggreganti come l’aspirina e causare reazioni in soggetti particolarmente sensibili.