Sembrerebbe davvero una straordinaria scoperta quella fatta all’Istituto Humanitas di Milano. Un team di studiosi, coordinati dal dottor Alberto Mantovani, avrebbe infatti trovato il modo per porre un freno alla crescita del cancro e per spegnerne la formazione. Lo studio è stato finanziato dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (Airc) e ha coinvolto una serie di altri Istituti (Ospedale Sacco di Milano, il Centro Nazionale di Ricerca, l’Università di Milano e l’Università della Pennsylvania).

Lo studio è stato poi pubblicato sulla rivista Cell, in cui si legge che al centro di questa scoperta sul cancro vi sarebbe una molecola, PTX3 - in realtà già nota ma le cui funzioni si starebbero svelando a poco a poco – in grado di diventare un freno per arrestare la crescita del cancro. La molecola PTX3 riuscirebbe infatti a tenere sotto controllo la risposta infiammatoria dell’organismo umano.

Come ha spiegato lo stesso coordinatore del team di ricerca, il dottor Alberto Mantovani, in alcune forme tumorali – come il cancro al colon o pure alla pelle – questa molecola viene come spenta in modo precoce. Lo spegnimento della PTX3 provoca poi un accelerazione della crescita del tumore e della sua instabilità genetica.

Per spiegare molto semplicemente di cosa si tratta, Mantovani fa questa similitudine: “Se paragoniamo una cellula tumorale a un’automobile, è come se questa avesse l’acceleratore sempre schiacciato, cioè sempre attivi glioncogeni, i geni che la fanno riprodurre. A non funzionare sono, invece, i freni, intendendo per freni gli oncosoppressori che bloccano la crescita tumorale. Altra caratteristica fondamentale della cellula tumorale è il fatto di essere inserita in una nicchia ecologica particolare, cioè un microambiente infiammatorio nel quale, e grazie al quale, cresce e prolifera“.

Questa scoperta potrebbe avere un ottimo impatto dal punto di vista clinico. La molecola PTX3 potrebbe essere un potenziale farmaco e impedire le infezioni da Aspergillus nei pazienti oncologici le cui difese immunitarie sono pesantemente compromesse.