Non esistono elementi che dimostrino l’efficacia della fitoterapia nella cura del cancro, ma i fitoterapeuti le impiegano con 3 finalità precise che possono rivelarsi utili: sostenere il sistema immunitario, inibire lo sviluppo delle cellule cancerose e disintossicare l’organismo.

POLISACCARIDI E SAPONINE

I polisaccaridi contenuti dalle proprietà medicinali come il ganoderma (Ganoderma lucidum), noto anche come reishi o ling zhi, nei funghi orientali shiitake (Lentinus edodes) e negli estratti semi-purificati (PSK e PSP) ottenuti dal fungo Coriolus vescicolor sono dotati di importanti proprietà immunostimolanti.

I polisaccaridi sono inoltre costituenti attivi dell’eleuterococco (Eleutherococcus senticosus) e dell’astragalo (Astragalus membranaceus), dotati entrambi della capacità di sostenere il sistema immunitario. L’eleuterococco è anche un tonico non specifico.

FENOLI E FLAVONOIDI

Diverse erbe cinesi cui si attribuiscono proprietà anti-cancerogene sono ricche di composti fenolici tra cui i flavonoidi. Fra queste vi sono la Scutellaria barbata e la radice di rabarbaro e (Rheum palmatum). I composti polifenolici contenuti nel tè verde hanno dimostrato di svolgere un’attività antimutagena capace di inibire la crescita tumorale in laboratorio. Per questo possono accrescere l’efficacia della chemioterapia. Si è riscontrato inoltre che il consumo di tè verde favorisce la sopravvivenza delle donne con cancro all’ovaio. La fitoterapia occidentale ripone fiducia nelle proprietà anticancerogene dei fenoli e dei flavonoidi contenuti nell’aglio e nelle cipolle. Consiglia inoltre il cardo mariano (Silybum marianum)  per disintossicare il fegato.

PROANTOCIANIDINE E FITOESTROGENI

Le evidenze recenti indicano che gli antiossidanti ricchi di proantocianidine come l’estratto dei semi d’uva possono interagire positivamente con la chemioterapia e la radioterapia. La questione resta tuttavia ancora controversa.

Un altro tema controverso è la possibilità che i fitoestrogeni contenuti in erbe medicinali come la cimicifuga (Cimicifuga racemosa) e il trifoglio comune (Trifolium pratense) siano controindicati per le donne con precedenti di tumore al seno e appunto sulla base dei dati attuali, sembra che alcuni fittoestrogeni possano in realtà aiutare a prevenire questa patologia.

Attenzione: i dati sperimentali indicano che molte erbe svolgono un’azione anticancro. Occorre tuttavia sottolineare con enfasi che le evidenze dei trial clinici a tutt’oggi disponibili non sono sufficienti a indicare la fitoterapia come cura affidabile per il cancro.