Il senso di impotenza di un adolescente davanti alla malattia può spingerlo a fare grandi cose. E’ il caso di Jack Andraka, quindici anni, iscritto al secondo anno di liceo a Crownville, nel Maryland. E’ lui l’inventore di un nuovo sistema di diagnosi precoce del cancro pancreatico, un sistema super-economico, efficace e non invasivo che potrebbe rappresentare un passo decisivo nella lotta e nella cura dei tumori, soprattutto per quel che riguarda la determinazione precoce della malattia e quindi le possibilità di guarigione.

Più dell’85 per cento dei casi di cancro al pancreas ricevono una diagnosi tardiva, quando si ha una probabilità di sopravvivenza inferiore al 2 per cento. Com’è possibile? Jack Andraka ha raccontato la sua scoperta alla ultima edizione della Rome Maker Faire: “Mi sono interessato del tumore al pancreas per la morte di un caro amico di famiglia. Per me era come uno zio. Ho cominciato a fare ricerche nel web su questo tipo di cancro, sulle proteine tumorali e sui recettori. E ho trovato un database di 8 mila proteine, potenziali indicatori di un tumore al pancreas. La quattromillesima proteina mi è sembrata interessante: nel sangue dei malati ce n’è tantissima. Ho pensato fosse il mio target. Così ho ideato un test, basato su sensori e nanotubi di carbonio, per poterla individuare in fase precoce”.

Il metodo diagnostico è quindi costituito da un “sensore cartaceo”, una striscia diagnostica capace di misurare i livelli di mesotelina, un biomarcatore del cancro al pancreas, presente nel sangue. Questa striscia viene immersa in una soluzione di nanotubi di carbonio e sulla sua superficie viene aggiunto il sangue del paziente. Alla fine viene tutto analizzato dal dispositivo inventato da Andraka, una specie di “iPod’ medico”, come lo definisce lo stesso Andraka, che ne misura il contenuto.

photo credit: TED Conference via photopin cc