I calabroni killer giunti in Italia dalla Cina potrebbero rappresentare un problema piuttosto fastidioso e pericoloso d’estate, quando la pelle è più scoperta e il rischio di essere punti aumenta. Quelli che sono comunemente conosciuti come calabroni killer si chiamano in realtà vespe velutine e già dalla scorsa estate hanno causato alcuni problemi soprattutto nella zona nord occidentale d’Italia.

Nonostante i calabroni killer appaiano molto simili ai calabroni che già si conoscono in Italia, rispetto a questi ultimi presentano alcune peculiarità che li differenzia. Se paragonati a quelli già noti, presentano infatti dimensioni più piccole (di media una lunghezza di circa tre centimetri, contro i quattro dei calabronei più comuni) e anche la loro colorazione è diversa, avendo zampe gialle e nere e antenne nere. Uno dei problemi principali causato dai calabroni killer è che le loro larve si nutrono di api. Queste ultime sono importantissime per l’impollinazione e l’agricoltura ed è in questo senso che rappresentano dunque un serio problema.

Senza contare che i calabroni killer possono essere assai pericolosi per l’essere umano: le sue punture sono potenzialmente letali e possono scatenare reazioni allergiche nei soggetti predisposti. Ad essere maggiormente a rischio, oltre agli apicultori, sono anche gli anziani, che a causa dell’età avanzata possono essere più sensibili agli imenotteri.

È proprio la reazione allergica la conseguenza più serie e potenzialmente pericolosa che andrebbe scongiurata. La puntura di questi insetti, oltre a provocare dolore e gonfiore nella zona interessata, potrebbe infatti portare a shock anafilattico e ad altre conseguenze più o meno importanti.