I più informati ne parlano da qualche anno, ma adesso la moda sta raggiungendo il picco massimo e sembra non si possa parlare di dimagrimento senza citare l’ultimo presunto ritrovato miracoloso. Parliamo del caffe crudo, o caffè verde che dir si voglia, che secondo i sostenitori dovrebbe avere il potere di sciogliere i nostri depositi adiposi come burro al sole.

E visto che siamo entrati in quella fase dell’anno in cui a stendersi al sole ci si prepara, la nostra predisposizione a credere  anche a questa nuova panacea è particolarmente elevata.

Visto che di dieta 5/2 ho già parlato (vedi qui) così come dell’altrettanto in voga versione cabalistica del digiuno intermittente (leggi tutto sulla dieta della luna) e della Morning banana diet (vedi qui) passo direttamente a fare un po’ di chiarezza sul caffè verde.

Cominciando col dire che non è altro che caffè crudo, cioè non torrefatto. Questo lo rende diverso per colore, gusto, aroma e, per molti aspetti, anche sotto il profilo nutritivo, perché rispetto al caffè normale conserva antiossidanti (polifenoli, acido ferulico, acido clorogenico, acido tannico) e alcune vitamine, che sono termolabili.

Il principio dimagrante, invece, è lo stesso che si trova anche nella normale tazzina di espresso che consumiamo da sempre al bar, vale a dire la caffeina.  La quale ha ben noti effetti metabolici che favoriscono il dimagrimento e la prestazione sportiva (è da sempre nell’elenco degli elementi dopanti).

Sul dimagrimento agisce promuovendo la liberazione degli acidi grassi dei nostri cuscinetti adiposi e stimola la produzione di adrenalina e noradrenalina, che a loro volta favoriscono la lipolisi provocando la liberazione di grassi che dal fegato si riversano nel circolo ematico per essere utilizzati come substrato energetico dell’attività muscolare (se l’organismo non li utilizza tornano a depositarsi nel fegato). Nello sport, invece, i vantaggi vanno ricercati negli effetti tonici sul sistema cardiocircolatorio e nel maggior richiamo di sangue da parte dei muscoli.

Da tutto ciò si deduce la prima importante osservazione e cioè che la caffeina, indipendentemente dalla fonte, è tutt’al più un coadiuvante del dimagrimento. Vala a dire che senza una dieta e un’adeguata attività fisica non serve a nulla, anche se può aumentere gli effetti di un regime alimentare e un allenamento mirati.

Detto questo, volendo rispondere da soli alla domanda se il caffè verde ha davvero il potere miracoloso di far smaltire i chili in eccesso, potreste semplicemente pensare a quanto vi faccia dimagrire il caffè che prendete alla mattina al bar e, seppure con le dovute differenze, sareste già sulla buona strada.

Va però detto che nel caffè crudo la caffeina si presenta in forma diversa che in quello torrefatto (legata all’acido clorogenico), il che induce un’assimilazione più lenta e duratura e, secondo i sostenitori, questo dovrebbe essere il motivo che rende il caffè verde tanto più efficace di quello normale. In più ha meno effetti collaterali e questo permette di assumerne dosaggi maggiori e lo rende adatto anche a chi ha problemi gastrici (diversamente dal caffè normale che è acido, questo ha pH tendenzialmente neutro).

Infine gli acidi clorogenici presenti nel caffè verde sembrerebbero avere anche un effetto inibitore sul metabolismo del glucosio e sulla sua assimilazione a livello intestinale, con il risultato di abbassare la glicemia.

Insomma il caffè verde, come quello tostato, è un coadiuvante del dimagrimento, forse anche un tantino più efficace del vecchio buon caffè. E come di un coaudiovante tornerò a parlarne per spiegare come sceglierlo e utilizzarlo.

Ma non è niente di miracoloso, tanto che l’Autorità Europea per la sicurezza alimentare (Efsa) dopo aver esaminato i dati sul caffè verde e sul suo ruolo nel controllo del peso, li avrebbe ritenuti insufficienti a dimostrarne l’efficacia. Tra l’altro tutto il polverone su questo miracoloso dimagrante avrebbe preso il via da una piccola ricerca, nemmeno tanto rigorosa, che rimbalzando sul web ha acquisito un’infondata aurea di autorevolezza.

Secondo l’Efsa, inoltre, sono ancora da dimostrare anche gli effetti antiossidanti e quelli sulla glicemia. In sintesi insomma l’Autorità Europea per la sicurezza alimentare ritiene che l’unico elemento con provata efficacia resta la caffeina, e va detto che nel caffè torrefatto se ne trova una maggior quantità che in quello crudo.

(Foto by InfoPhoto)