Il caffè (Coffea arabica) è forse una delle piante officinali più comunemente consumate in Italia, sebbene gran poco si sappia della sua pianta e dei miti e delle leggende che la circondano. Questo arbusto, appartenente alla famiglia delle Rubiacee, può in realtà raggiungere un’altezza fino a 8 metri, ha foglie sempreverdi e fiorellini bianchi, dal profumo delicato. Le bacche sono lunghe circa 2 centimetri e contengono dei semi verdognoli con una fessura longitudinale nella parte interna.

Sebbene in molti pensino che la pianta sia originaria del Sud America (ed in particolare il Brasile), la pianta del caffé è originaria dell’Etiopia (se provate il caffé Etiope di Altromercato assaggerete un caffé profumatissimo e corposo, che poco ha a che fare con quello del supermercato!). In realtà poi viene coltivato in molte regioni della fascia tropicale e subtropicale sia dell’Asia che dell’Africa e dell’America. Da noi, a causa del clima, non è possibile coltivarlo, ma se ne possono vedere alcuni esemplari negli orti botanici.

Le parti utilizzate ovviamente sono i semi, che una volta tostati e macinati diventano proprio la polvere scura che tutti conosciamo.

MITI E LEGGENDE SUL CAFFE’

Esistono molte e varie leggende che cercano di fissare l’incontro tra l’uomo e il caffè, la bevanda oggi più diffusa nel mondo. Secondo un racconto popolare abissino, gli uomini scoprirono l’aroma del caffè del tutto casualmente, grazie ad un enorme incendio che divampò su una collina dove la pianta cresce spontanea. Il profumo attrasse gli abitanti delle vicinanze, che raccolsero i chicchi bruni del quale ottennero poi una bevanda che ha riscosso un immediato successo. Nel mondo arabo si dice che la pianta sia stata donata a Maometto dall’arcangelo Gabriele, e anche cheAllah bevve caffè nel giorno in cui creò il mondo e vino nel giorno del peccato originale: per questo viene proibito all’uomo, mentre il caffè è considerato portatore di senno.

LA BEVANDA DEGLI INFEDELI

Proprio per il legame con il mondo arabo degli “infedeli”, il caffè fu guardato in Europa con sospetto. La torrefazione dei chicchi era infatti praticata nel mondo arabo già intorno all’anno 1000, ma gli europei si tennero a lungo alla larga da quella che era considerata una sostanza demoniaca. Fu solo a partire dalla metà del seicento che il caffè inizia a diffondersi in tutti i paesi del mondo occidentale, fino a diventare un vero e proprio culto: basti pensare alle numerose sale da caffè, ormai storiche, che divennero centro d’incontro dei più alti ingegni.

UN POTENTE STIMOLANTE

L’etimologia della parola caffè allude alla proprietà più evidente della pianta: essa deriva infatti dall’arabo qahwa che significa “ciò che stimola, che solleva in alto”. Anche se questa bevanda fu usata spesso nel passato per le sue proprietà benefiche e curative (era consigliata, per esempio, nel trattamento di asma, stitichezza e crampi mestruali), il suo potere eccitante e la sua capacità di assuefazione furono compresi fin dall’antichità e da sempre si è raccomandato di non abusarne. Tale monito appare quanto mai attuale, se è vero -  come le statistiche più recenti indicano -  che in America ogni persona consuma mediamente a 105 l di caffè all’anno!