Negli ultimi giorni la Sclerosi Multipla è tornata sotto i riflettori con uno studio portato avanti dalla Johns Hopkins University di Baltimora, che punta il dito sui nutrienti “stranamente” mancanti nella dieta dei malati. Una nuova ricerca presentata a Washington DC, durante la 67esima convention di Neurologia, sottolinea ora i benefici del caffè in una lotta contro la malattia combattuta con l’alimentazione.

La sclerosi multipla è una patologia autoimmune e cronica che attacca il sistema nervoso centrale, composto da cervello, midollo spinale e nervi ottici. Le cause scatenanti possono essere diverse ma è sempre un’infiammazione che danneggia il rivestimento protettivo delle fibre nervose, chiamato Mielina.

Secondo i neurologi USA “assumere quantità sufficienti di nutrienti antinfiammatori potrebbe aiutare la prevenzione o quantomeno ridurre il rischio di attacchi in chi l’ha già contratta”. E studi precedenti hanno già suggerito che il consumo di caffè può contrastare malattie neurologiche come l’Alzheimer e il morbo di Parkinson. Le proprietà neuroprotettive della caffeina tornano in ballo anche per la lotta alla sclerosi multipla.

Per arrivare a questa conclusione, gli autori dello studio hanno messo sotto osservazione due gruppi distinti e analizzato i dati riguardanti il consumo di caffè, spingendosi fino a 10 anni prima la comparsa dei primi sintomi. Il verdetto finale suggerisce che consumare almeno quattro tazze di caffè al giorno potrebbe ridurre il rischio di sclerosi multipla.

Nello specifico, i partecipanti che non hanno bevuto caffè nell’anno che ha preceduto l’insorgenza dei sintomi, si sono ritrovati con una maggiore probabilità (1,5 volte in più) di sviluppare la malattia, rispetto a soggetti che invece hanno consumato sei o più tazze di caffè al giorno.

Di contro, occorre comunque ricordare che il caffè resta un eccitante e che un esagerato consumo di questa bevanda può avere le sue controindicazioni, tra ansia, insonnia e tachicardia. Altri studi, affermano poi che l’acidità della caffeina può compromette l’equilibrio acido-base che il PH del sangue dovrebbe sempre avere, per assicurare un organismo in perfetta salute.