Ho già avuto modo di parlarvi della diatriba ormai ventennale tra il burro da latte e la margarina, in particolar modo con riferimento ai grassi vegetali idrogenati e alle scarse alternative che sembrano esserci in commercio. Già… sembrano. Perché in realtà ci sono, solo che non le conosciamo o non rientrano nella nostra tradizione culinaria.

Una di queste è il celebre “Peanut butter” o burro d’arachidi. In Italia è poco diffuso e conosciuto, ed ancor meno utilizzato, ma ultimamente lo si trova facilmente sia nei negozi biologici che (sorpresa!) nei negozi specializzati in integratori sportivi. Il perché è presto detto: il burro di arachidi ha un alto contenuto proteico e di fibre, ed è particolarmente adatto per quegli sportivi che seguono le tradizionali diete proteiche. Per motivi opposti, il burro d’arachidi è ottimo anche per i vegetariani e i vegani, perché è 100% di origine vegetale e può essere un ottimo sostituto alla margarina, che contiene grassi vegetali idrogenati e – molto spesso – il dannoso olio di palma (di cui vi ho già parlato).

Il burro di arachidi è sostanziamente una “spremuta” di arachidi. Gli ingredienti, infatti, si riducono a uno solo: 100% arachidi. Spremute a freddo. All’estero, nei supermercati, si trovano degli appositi spremitori: si prende una vaschetta, la si inserisce sotto allo spremitore automatico, si preme un tasto, e le arachidi vengono macinate al momento, sotto ai nostri occhi, ed eccoci con il prodotto finito: una pastella color marroncino che profuma in una maniera golosissima. Tra quelli già pronti se ne trovano di diversi tipi: il “crunchy” e lo “smooth”. Nel primo le arachidi vengono tritate più grossolanamente, e restano dei pezzettini di nocciolina nell’impasto che gli danno un sapore fresco e croccante. Nel secondo, le arachidi sono tritate interamente fino a diventare una pastella molto più simile al burro di latte. Questo secondo tipo di burro di arachidi è più versatile perché può essere utilizzato per i dolci (il burro di arachidi ha una sapore dolciastro e pertanto contente anche di aggiungere meno zucchero all’impasto) o anche per cucinare (ad esempio, le uova, prendono un sapore molto particolare). Il crucnhy è ottimo spalmato sul pane fresco o tostato per la colazione, la merenda o dei piccoli snack…

Il costo? Da negozio, un barattolo da un chilo, si aggira sui 6-7 euro, e si conserva tranquillamente in frigorifero. Unica controindicazione: crea dipendenza. Una volta che lo assaggiate, non riuscirete più a farne a meno! Ovviamente, evitatelo se siete allergici alla frutta secca a guscio.

[Nell'immagine qui sopra, il crunchy peanut butter su una fettina di pane nero... provare per credere!]