È consuetudine ritenere che il burro non sia un alimento molto sano e che per il condimento degli cibi sarebbe meglio usare l’olio di oliva. Tutto questo, però, è stato messo in dubbio da una recente ricerca condotta presso la Friedman School of Nutrition Science and Policy della Tufts University (Stati Uniti) secondo cui il consumo di burro sarebbe solo marginalmente associato alla mortalità. Nessun legame con le malattie cardiovascolari insomma, nonostante il burro sia un alimento tendenzialmente grasso e il grasso tenda ad ostruire le arterie.

Secondo questo studio, insomma, il burro, oltre a non avere legami dirette con le patologie cardiovascolari, rappresenterebbe addirittura una protezione contro il diabete. Secondo i ricercatori, i dati risultati dall’osservazione di oltre seicentomila soggetti sarebbero piuttosto evidenti: consumare un cucchiaio di burro al giorno (circa quattordici grammi), non comporterebbe alcuna conseguenza, o almeno non comporterebbe conseguenze rilevanti. Per quanto riguarda invece l’effetto protettivo che il burro avrebbe sul diabete, questo sarebbe dovuto alla presenza di grassi del latte. Tutte ipotesi che però necessiterebbero di maggiori approfondimenti.

Il burro, di per sé, non rappresenterebbe un rischio per la salute ma lo diventerebbe nel momento in cui si ha un’alimentazione poco equilibrata. Ad ogni modo, però, sarebbe preferibile continuare ad usare condimenti certamente più salutari come l’olio extravergine di oliva, notoriamente conosciuto come cibo con molte proprietà benefiche sulla salute.