In passato abbiamo assistito a cicliche ondate di invasione di marchingegni miracolosi, protettori dell’ambiente ma, soprattutto, protettori anche dei nostri portafogli. Sì, perché negli anni abbiamo visto polemiche montanti – ve lo ricorderete di sicuro – di fronte alle promesse “rivoluzioni” di magneti e palle magiche, aggeggi che promettono nuovi modi meno inquinanti e soprattutto ecologici di fare il bucato, sfruttando le leggi della fisica o della chimica o della natura che dir si voglia. Il grosso vantaggio pubblicizzato da queste soluzioni era insomma quello di eliminare il detersivo dal bucato. Ma funzionano?

LA SCOPERTA DELL’ACQUA CALDA

Per l’ambiente sicuramente sì: non utilizzare il detersivo quando si fa il bucato equivale a non rilasciare sostanza inquinanti nell’ambiente. Ma il pulito che si ottiene è qualcosa di molto simile a quello dell’acqua calda da sola. Perché certamente anche lavare il bucato con l’acqua calda, rende il bucato pulito. Tuttavia, ormai quasi tutti sanno che lavare i capi a temperature troppo elevate fa consumare energia elettrica (e quindi se non si inquina in un modo, si inquina nell’altro, e il risparmio in termini di soldi è tutto da vedere… in bolletta!). L’acqua ad alte temperature poi rovina le fibre dei capi che laviamo (pensiamo alla lana…). In più resta il problema che le macchie non sempre si possono togliere solo con l’acqua calda.

SFREGAMENTO E ACQUA CALDA UGUALE PULITO?

Tra le invenzioni “ambientaliste” più diffuse, ci sono delle palline che contengono un magnete. La loro efficacia è tutt’ora indimostrata (nel senso che ci sono dati contrastanti e non è possibile stabilire né che funzionano né che non funzionano). Forse più nota però è la cosiddetta “palla magica”, di cui si sono occupate diverse riviste di tutela dei consumatori, tra cui Altroconsumo e il Salvagente, che hanno effettuato prove scientifiche e di laboratorio per testarne l’efficacia. I risultati li potete leggere rispettivamente qui:

In generale, si tratta di palle di plastica (ne esistono di diverse marche), che contengono delle sfere in ceramica che “ricaricate” al sole avrebbero la caratteristica di rilasciare agenti dalle proprietà pulenti quando si fa il bucato. Insomma, i pareri e i risultati delle prove tecniche potete leggerli nel web, ma il vero punto della questione è: serve davvero un’invenzione rivoluzionaria per non inquinare quando si fa il bucato? Crediamo ancora in qualcosa che ci salvi, diverso dal nostro cervello e dal nostro buon senso e responsabilità nel fare le cose?

NON SEMPRE L’ACQUA CALDA E’ LA SOLUZIONE MIGLIORE

Come ho scritto sopra, l’acqua calda non è gratis. Tutte le lavatrici moderne hanno anche un ciclo “ecologico” che non a caso lava in acqua fredda e sempre più detersivi vengono pubblicizzati per la loro proprietà di agire anche in acqua fredda. Fino a qualche decennio fa le donne lavavano il bucato al fiume o nei lavatoi cittadini, dove l’acqua calda di certo non c’era: diciamo pure che l’acqua calda è una comodità relativamente recente nelle nostre vite moderne.

Quindi, forse, bisognerebbe recuperare un po’ di sale in zucca e quella giusta di via di mezzo con soluzioni né anacronistiche né impossibile da attuare: cicli di lavatrice con acqua meno calda (si può lavare bene già a 30°), poco detersivo, e di quello meno inquinante possibile, meglio se autoprodotto, o alla spina e a basso impatto… e il bucato sarà pulito ed anche ecologico, con buona pace nostra e dell’ambiente.