La bradicardia è una condizione caratterizzata da battito cardiaco lento o irregolare, che si attesta cioè al di sotto del range di normalità per la popolazione di riferimento.

Nell’adulto si parla di bradicardia quando la frequenza cardiaca è inferiore ai 60 battiti al minuto (bpm). Questa si può a sua volta distinguere in:

  • bradicardia lieve: con  frequenza cardiaca compresa tra i 50 ed i 59 bpm
  • bradicardia moderata: con frequenza cardiaca compresa tra i 40 ed i 49 bpm;
  • bradicardia grave: con frequenza cardiaca inferiore ai 40 bpm.

Per quanto riguarda i bambini, invece, è necessario prendere in considerazione le diverse fasce di età, ognuna con soglie di riferimento differenti, solo al disotto delle quali si parlerà di bradicardia:

  • sotto i 2 anni il range di normalità della frequenza cardiaca va dai 110 ai 160 bpm
  • tra i 2 e i 5 anni il range di normalità è compreso tra 95 e 140 bpm
  • tra i 6 e i 12 anni il range di normalità è compreso tra 80 e 120 bpm

La bradicardia va quindi distinta in “patologica” o “fisiologica”: nel primo caso avremo infatti un insufficiente apporto sanguigno ai distretti dell’organismo, con conseguente comparsa di sintomi quali vertigini, una sensazione di “mancanza d’aria” (dispnea), stanchezza generalizzata, sincope, confusione, dolore toracico, ipotensione e disturbi del sonno e della memoria; si parla invece di condizione fisiologica quando la bradicardia è asintomatica, come nel caso di soggetti giovani ed allenati. Basti pensare che la frequenza cardiaca mattutina di taluni ciclisti si può aggirare intorno ai 30 bpm e quella di un subacqueo allenato è in grado di scendere anche sotto tale soglia, senza che per questo gli organi risultino danneggiati.

Potenzialmente pericolosa è invece la condizione di bradicardia patologica, nella quale il cuore non è in grado di mandare in circolo sufficienti quantità di sangue ossigenato per poter soddisfare le normali richieste metaboliche. In questo caso, le possibili complicazioni del rallentamento del battito cardiaco possono essere anche molto serie. Tra queste:

  • svenimenti frequenti
  • insufficienza cardiaca
  • mancanza di ossigeno al cervello (ipossia cerebrale) con conseguenti danni cerebrali
  • improvviso arresto cardiaco
  • decesso

Si tratta dunque di una condizione da non sottovalutare, specie negli anziani, già a partire dai 65 anni di età.

Le più frequenti cause di bradicardia includono:

  • cardiopatia congenita
  • malattie e farmaci per il cuore (come la digossina, i beta-bloccanti e antiaritmici)
  • invecchiamento
  • formazione di tessuto cicatriziale a seguito di un infarto del miocardio
  • malattia del nodo del seno
  • difetti nel funzionamento del “pacemaker naturale” del cuore
  • blocco cardiaco
  • irregolarità o l’interruzione dell’impulso elettrico che viaggia tra le camere cardiache superiori e quelle inferiori
  • ipotiroidismo
  • alterazioni elettrolitiche (come un eccesso di potassio nel sangue – iperpotassiemia)
  • malattie degenerative epatiche

Importanti fattori di rischio sono poi costituiti da:

  • colesterolo alto (ipercolesterolemia)
  • pressione alta (ipertensione)
  • fumo
  • alcolismo
  • eccesso di stress ed ansie