Sempre più pazienti – di ogni età – si sottopongono al botulino, la maggior parte rivolgendosi a strutture non competenti, con risultati disastrosi. Per questo motivo i medici di Aiteb – Associazione italiana Terapia Estetica Botulino – ricevono moltissime domande sull’uso di questa tossina, sulla sua efficacia, modalità ed effetti.

Attraverso il sito ufficiale , spiega il presidente di Aiteb Massimo Signorini, “Le domande che riceviamo spaziano da chi vuole essenzialmente rassicurazioni sull’efficacia del farmaco a chi dice di essersi sottoposto a iniezioni di strane formulazioni di botulino: in ogni caso il quadro generale che emerge è di grande confusione”.

Perché basta un attimo per cadere nelle mani sbagliate e l’errore è difficilmente rimediabile, specialmente se la sostanza è trattata con altri materiali. Per questo motivo l’associazione ha preso come riferimento la storia di una donna che, rivoltasi ad un medico estetico, ha visto iniettarsi un “botulino di ultima generazione con cortisone” che le ha inevitabilmente rovinato il volto. Per questo il vice presidente dell’associazione Giuseppe Sito ricorda come il farmaco debba essere utilizzato esclusivamente da medici esperti e assolutamente “non esistono nuove formulazioni della tossina, tanto meno con cortisone. È questo un esempio, purtroppo non così raro, del fatto che la medicina estetica talvolta sia praticata da chi non ne ha le corrette competenze e nei luoghi non adatti: un negozio di parrucchiere o di un estetista non è un ambulatorio medico. Sono leggerezze imperdonabili.” Sito ricorda come siano sempre più ricorrenti i casi in cui i pazienti si affidano a perfetti sconosciuti senza alcuna garanzia di professionalità tanto meno informandosi sulla sostanza utilizzata.

Altre domande riguardano invece  le “aree di utilizzo” della tossina per attenuare ad esempio le rughe e i possibili effetti collaterali poiché “il botulino è un farmaco che ha effetti temporanei” ricorda sempre il vice presidente dell’associazione, continuando “il suo comportamento è ben registrato da numerosi studi e trial clinici internazionali; il suo profilo di sicurezza nel tempo è stato inoltre confermato da un recente studio che ha considerato 200 pazienti in un periodo medio di trattamento di 10 anni”. Ma i dubbi riguardano anche gli usi per bisogni non estetici come la cura per l’iperidrosi o cefalea, per i quali il botulino risulta una buona soluzione.

Per aiutare i pazienti, Aiteb indica anche alcune domande fondamentali che questi dovrebbero fare al medico al quale ci si rivolgerà per l’iniezione per evitare spiacevoli inconvenienti. Dichiara Signorini «è bene capire la preparazione del medico: com’è stato addestrato all’esecuzione del trattamento con tossina botulinica, da quanti anni lo esegue e quanti pazienti ha trattato.”

È essenziale inoltre capire che prodotto verrà utilizzato: “se è un prodotto autorizzato per utilizzo estetico; perché la scelta del prodotto specifico e quale la durata del trattamento. Non certo ultimo, serve affrontare il tema sicurezza: come agisce la tossina botulinica, quali eventuali complicanze e come possono essere risolte”. Fondamentale sarà rivolgersi a professionisti specializzati e rinomati e, soprattutto esserne veramente convinti di volerlo fare.

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