Le punturine di botulino a cui molto ricorrono le veder ringiovanire il proprio viso, ottengono sì l’effetto sperato ma il più delle volte a discapito della corretta motilità dei muscoli facciali. Il che non consente in modo preciso e corretto di poter comprendere le emozioni e i sentimenti di una data persona. Il botulino, infatti, come ha spiegato anche Jenny Baumeister (della Scuola Internazionale di Studi Avanzati di Trieste), mina la capacità di comprendere le espressioni del volte di chi si ha davanti proprio perché esso provoca la paralisi temporanea dei muscoli facciali. Alcuni segnali che il volto lancia quando deve esprimere un’emozione, uno stato d’animo e così via, dunque, potrebbero essere più difficilmente identificabili.

Secondo la ricerca condotta proprio dalla Baumeister, il botulino non avrebbe effetti soltanto in coloro che lo utilizzano per ringiovanire ma anche in coloro che si trovano ad intrecciare relazioni con essi poiché il botulino provoca un temporaneo arresto del feedback propriocettivo, ossia di quel meccanismo che aiuta poi a comprendere le emozioni degli altri affinché queste possano poi essere riprodotte in se stessi.

Basta pensare a quante volte si è sorriso guardando un volto sorridere o a come ci si è preoccupati se si è visto un volto serioso e corrucciato. Senza quei movimenti dei muscoli del viso che facciano intuire tutto questo, il processo diventa assai più difficile. E il botulino causa tutto questo per l’appunto: le espressioni del volto tendono a diventare di difficile interpretazione e ad essere fortemente ambigue, a tutto discapito delle relazioni interpersonali.