La Borragine, il cui nome scientifico è Borrago officinalis, è una pianta molto comune, appartenente alla famiglia delle Borraginaceae e da sempre nota alla medicina popolare.

Ricca di vitamina C, potassio e mucillagini, fin dai tempi antichi la Borragine è utilizzata come rimedio per liberare le vie respiratorie, calmare la tosse, specie quando è presente espettorato (catarro, ossia muco in eccesso), curare la bronchite, le infiammazioni del cavo orale e la raucedine.

Grazie all’elevata presenza di mucillagini, ha Borragine ha proprietà emollienti, espettoranti (che causano cioè l’espulsione di muco dal tratto respiratorio) e sedative della tosse. Le mucillagini svolgono infatti un’azione mirata sui tessuti: sono potenti antinfiammatori delle mucose, dove si stratificano, creando uno strato protettivo contro le irritazioni meccaniche. Questo fa si che la pianta dia immediato sollievo in presenza di tosse, ma la Borragine ha anche proprietà antiflogistiche, decongestionanti e antipiretiche (favorendo la sudorazione è ottima in caso di febbre).

La pianta si rivela quindi particolarmente preziosa in quei momenti dell’anno in cui le affezioni delle vie respiratorie sono più frequenti, ovvero d’inverno e ai cambi di stagione. In questi casi, decotti e infusi di Borragine (volendo addolciti con miele)  possono venirci in aiuto come emolliente, espettorante e sedativo della tosse: lasciare in infusione per circa 10 minuti 2/3 g di fiori in 100 ml di acqua (ovvero un cucchiaino scarso per ogni tazza d’acqua bollente). Assumere quindi da una a tre tazzine al giorno. Per le infiammazioni del cavo orale, sono inoltre molto efficaci gargarismi effettuati con l’infuso di foglie.

La borragine si rivela quindi un ottimo rimedio contro raffreddore, naso chiuso e, più in generale, per quasi tutte le affezioni delle vie respiratorie, ma attenzione a non esagerare. Infusi e decotti di borragine sono noti rimedi popolari, tuttavia sia le sue foglie che i fiori contengono, in quantità ancora non note, alcaloidi pirrolizidinici, ovvero sostanze con un certo grado di tossicità. L’assunzione di tisane a base di borragine andrebbe quindi limitata e assolutamente sconsigliabile è mangiarne fiori e foglie fresche. L’utilizzo della pianta è poi controindicata in gravidanza e allattamento, nonché in pazienti con emofilia o in terapia con anticoagulanti. Consultare quindi il proprio medico o erborista di fiducia prima del trattamento.