Un italiano su quattro, tra quelli che utilizzano abitualmente il web, ammette di comprare farmaci online, e fa niente se il 99,4% di questi acquisti è illegale e potenzialmente pericoloso per la salute. E’ questo il risultato di un’indagine condotta dall’Agenzia italiana del farmaco, realizzata del progetto europeo Fakeshare, nato per il contrasto alla vendita online di medicinali illegali o contraffatti.

L’inchiesta è stata svolta su un campione di mille utenti che navigano più di una volta alla settimana. Il 25% degli intervistati – corrispondente al 2-4% della popolazione totale – ha dichiarato di aver acquistato farmaci online almeno in una occasione, mentre quasi tre quarti degli intervistati, il 73,67%, ha ammesso di sapere che esiste questa possibilità e  quasi la metà, il 44%, si è detta favorevole all’acquisto di medicinali via web. Tra quelli che hanno proceduto all’acquisto di un farmaco online, il 78% si è rivolto a un sito in italiano e solo il 14% attraverso i social network.

Ma quali sono i farmaci più ricercati? In testa alla classifica ci sono i prodotti per dimagrire (28%) seguiti dai rimedi contro l’influenza (27%), mentre sorprendentemente i farmaci contro la disfunzione erettile rappresentano solo l’11% della torta. Anche se, come sottolinea l’Aifa, questo dato potrebbe essere “ragionevolmente sottostimato per via dell’imbarazzo sociale che spesso accompagna l’acquisto di questo genere di medicinali”. Molto apprezzati, pare, anche i farmaci contro i dolori cronici (18%) e i rimedi per smettere di fumare (14%).

Il problema, come ricorda l’Aifa, è che in molti casi si tratta di prodotti fasulli, potenzialmente pericolosi e che finiscono spesso per foraggiare la criminalità organizzata. “Nel migliore dei casi questi farmaci non contengono nulla, ma possono essere molto pericolosi“, ha detto il direttore generale dell’Agenzia, Luca Pani. Infatti, secondo l’Aifa, quasi un terzo dei farmaci venduti online (32%) non contiene nessun principio attivo, il 20% ne contiene in quantità scorrette, il 21,4% è composto da ingredienti sbagliati e il 15,6% ha quantità corrette ma packaging falso. Ma il dato peggiore è un altro: l’8,5% dei farmaci venduti sul web è dannoso a causa della sua composizione.