E’ un po’ il trend degli ultimi anni, ma non serve un wedding planner per scoprirlo: se siete stati invitati a qualche matrimonio di recente, avrete sicuramente notato che la classica bomboniera – la cui unica utilità è di solito quella di occupare spazio e prendere polvere – è stata sostituita da oggetti meno “di bellezza” e più etici. Cofanetti, bamboline, oggettini creati con materiali naturali, magari in Paesi lontani del mondo, per aiutare la manifattura locale attraverso le tante associazioni che pagano dei prezzi equi per i lavoratori, evitandone lo sfruttamento. Così il matrimonio si fa un’occasione per fare anche del bene.

Ultimamente, però, un altro trend si sta diffondendo tra le giovani coppie, sempre più in cerca di un ricordo carino da lasciare a testimonianza della giornata di festa, ma anche di valori simbolici ed ambientali che caratterizzano la generazione dei chilometri zero, delle energie pulite, del bisogno di natura che si fa strada man mano che la crisi falcia le possibilità economiche, soprattutto di quelle giovani coppie che decidono di tentare la grande avventura del matrimonio.

E allora, quale miglior regalo di una economica ma significativa piantina come bomboniera? La pianta, come simbolo dell’amore di una coppia, è un oggetto meraviglioso: un essere vivente che necessita cure, proprio come il sentimento amoroso. In più, è locale, è economico ed è utile (a noi, perché avere del verde intorno ci predispone a un migliore stato d’animo, e all’ambiente, perché naturalmente ogni piantina dà il suo importante contributo alla qualità dell’aria che respiriamo).

E che sia un bonsai – cone le relative istruzioni per la sua cura – oppure un piccolo cactus, non importa. Una piantina è un piccolo essere che fa del bene, umile simbolo di crescita e di amore che – a quanto pare – ha conquistato le nuove generazioni. Con queste premesse, pare davvero che le speranze per un futuro migliore, più etico, più ecologico, più attento ai valori che contano, sia un sogno possibile.