Originario del continente africano, il Black Mamba (nome scientifico Dendroaspis polylepis), è uno dei serpenti più velenosi al mondo. Con un unico morso, è in grado di uccidere un topo in meno di 20 secondi, ma la sua fama di killer spietato non si limita e piccoli roditori. E’ infatti comunemente conosciuto come “sette passi“, poiché si dice che, dopo il suo morso, un uomo non sia in grado di percorrere più di sette passi prima di essere sopraffatto dal veleno. La morte sopraggiungere in realtà in circa 20 minuti, ma in assenza di cure adeguate il tasso di mortalità è del 100%. Basti pensare che 10 mg del suo veleno sono sufficienti per uccidere un uomo in buona salute e di media corporatura, tuttavia ad ogni morso il Mamba Nero è in grado di iniettarne una quantità compresa tra i 100 e i 400 mg. Ciò che lo rende così letale non è però la quantità, bensì il mix di neurotossine e cardiotossine che ne costituisce il veleno, per di più caratterizzato da bassa viscosità e quindi in grado di penetrare nel sistema circolatorio molto velocemente. Dopo il morso, i primi sintomi da avvelenamento comprendono forte dolore localizzato, elevata salivazione, sete, vomito e difficoltà a parlare. Il veleno attacca il sistema nervoso, provocando la paralisi degli organi interni e portando rapidamente a perdita di coscienza, paralisi respiratoria e quindi morte.

Fortunatamente, l’indole schiva del Mamba Nero lo porta ad evitare le aree densamente popolate, mantenendo così poco numerosi gli attacchi ai danni dell’uomo. Se calpestato, non esita tuttavia a sferrare il suo micidiale attacco, soffiando e mordendo ripetutamente il malcapitato. Una volta sferrato, l’attacco è fulmineo e non lascia scampo. Se si sente minacciato, prima di mordere il Mamba è però solito dare un avvertimento: si solleva per un terzo della sua lunghezza, allarga il cappuccio piatto, scuote la testa e soffia rumorosamente. Si tratta del segnale di un attacco imminente, ma se si è veloci a fuggire ci si sarà guadagnati la salvezza, in quanto l’animale non ha motivo di insegue prede che non può ingoiare.

Ottimo arrampicatore, il Black Mamba può raggiungere la considerevole lunghezza di 4 metri; è inoltre in grado di muoversi agevolmente su ogni tipo di terreno e di spostarsi ad una velocità pari a 20 km l’ora. Il suo corpo, esile e muscoloso, gli conferisce infatti notevole agilità, tanto da meritarsi il gradino più altro del podio in qualità di serpente più veloce della terra. Tale caratteristica, unitamente alla sua aggressività e alla letalità del veleno di cui è dotato, fa del Black Mamba uno dei serpenti più pericolosi al mondo.

Diffuso prevalentemente nella savana sub-sahariana, dalla Somalia al Sudafrica, il Black Mamba è un animale diurno, facilmente riconoscibile per la colorazione bruno-olivastra del suo dorso, a contrasto con quella del ventre, che appare invece crema chiaro. Il serpente deve tuttavia il suo nome al caratteristico colore nero dell’interno della bocca, ben visibile quando, sentendosi minacciato, spalanca le fauci. Si nutre prevalentemente di prede a sangue caldo, con predilezione per uccelli e piccoli mammiferi; anche se non è raro trovare nel suo stomaco anche piccoli serpenti. Predatore da imboscata, il Mamba resta immobile sui rami di alberi e arbusti in attesa che la preda si avvicini, per poi sferrare il suo attacco fulmineo. Se la preda è di dimensioni ridotte, è quindi solito trattenerla  avvolgendola nelle sue spire finché non sopraggiunge la morte. Quando la preda è invece di dimensioni maggiori, dopo il morso il serpente la segue in attesa che il veleno faccia effetto. La vittima viene infine inghiottita intera, grazie alla mandibola snodabile del serpente che gli permette di ingoiare ‘bocconi’ di dimensioni fino a quattro volte maggiori rispetto a quelle della testa.