Cattive notizie sul fronte della sicurezza alimentare per quanto riguarda i cibi in scatola ed il rischio di ingerire Bisfenolo A, anche chiamato BPA, della cui pericolosità ormai siamo certi anche per piccole dosi. Recenti studi hanno confermato e documentato che il BPA, anche se ingerito in piccolissime dosi è dannoso per la salute umana, ma soprattutto ha effetti permanenti sugli organi umani. Il che significa che i suoi effetti sono cumulativi e che non sono retrovertibili. Ma le cattive notizie non sono finite: la FDA (Food and Drug Administration) ha recentemente dichiarato che non bandirà la sostanza nel packaging alimentare.

GLI EFFETTI DEL BPA SULL’ORGANISMO

Il Bisfenolo A imita gli estrogeni nel corpo ed è stato definito come un covo di malattie. Test condotti sui topi di laboratorio hanno connesso l’agente chimico con anomalie comportamentali e riproduttive, oltre che a focolai tumorali alla prostata ed al seno. Il Boston Herald ha scritto che negli studi epidemologici i ricercatori hanno trovato collegamenti tra i livelli di Bisfenolo A nelle persone con un accresciuto rischio di sviluppare disturbi cardiaci, diabete e problemi di fegato. In più, tutti gli studi comprovano che il corpo umano metabolizza il BPA in modo molto veloce.

DOVE SI USA IL BISFENOLO A

Il Bisfenolo fu introdotto nei prodotti di plastica nel 1940 per indurire la plastica in policarbonato e per produrre resina epossidica. Ora si trova praticamente ovunque, in migliaia di prodotti dalle bottiglie per bambini agli imballaggi per il cibo (lattine, contenitori alimentari per il frigo, caraffe, persino nelle confezioni delle merendine monodose). Secondo il CDC (Centres for Disease Control – il centro per il controllo delle epidemie americano), il BPA è presente per il 93% nelle urine degli americani.

LA PETIZIONE DEL CDC

I rappresentanti del CDC presentarono una petizione alla FDA nel 2008 per il bando federale del BPS, ma il caso fu archiviato nel 2011 dopo che l’FDA non aveva risposto. Dissero che non avevano prodotto sufficienti prove per la pericolosità della sostanza tale da doverla bandire a livello di tutti gli Stati Uniti. Ma la FDA aveva lasciato una porta aperta, dichiarandosi disponibile a rivalutare il caso in presenza di prove più consistenti.

LA SITUAZIONE ORA

Il San Francisco Chronicle ha riportato che 4,7 milioni di tonnellate di BPA saranno prodotte solo nel 2012, generando ricavi per le compagnie che lo producono per 8 milioni di dollari. La California già aveva messo al bando la sostanza dai biberon per bambini e dai bicchierini con il dosatore, ma molte compagnie dell’industria alimentare non hanno nessuna intenzione di bandire il Bisfenolo A per le proprie bottiglie o lattine. Ne sono un esempio la Campbell’s Soup e la H.J. Heinz.

Nel frattempo nuove ricerche mostrano sempre più chiaramente la pericolosità della sostanza, ma la FDA chiede sempre nuove prove. I ricercatori, però, si dicono presi in giro: quanti altri studi vorrà la FDA prima di muovere un dito? Nel frattempo, il Bisfenolo A continuerà a fare i suoi danni sulla salute umana.