La Bioimpedenziometria è un esame bioelettrico che permette di studiare la composizione della massa corporea, sia a livello quantitativo sia a livello qualitativo. Attraverso il suo impiego è possibile dunque ottenere tutta una serie di dati sulla resistenza che i tessuti oppongono quando si fa partire la corrente. Qualora vi sia discreta conduzione significa che i tessuti sono privi di grasso. Qualora invece la conduzione sia difficoltosa, significa che i tessuti sono poveri di elletroliti e fluidi e si è dunque in presenza di tessuti ricchi di lipidi.

Bioimpedenziometria: come funziona

L’esame si effettua servendosi di due coppie di elettrodi che vengono posizionate sulla mano e sul piede (non importa da che lato), mentre colui che si sottopone all’esame si trova in posizione supina. Il macchinario emette poi della corrente elettrica, che passa attraverso i tessuti muscolari e ne analizza composizione e qualità.

Bioimpedenziometria: a cosa serve e perché è utile

Grazie alla Bioimpedenziometria è possibile dunque ottenere alcuni dati utili per comprendere maggiormente processi che non sarebbe possibile individuare in altro modo. Grazie ad essa è possibile capire se si è in presenza di eventuali stati di malnutrizione, controllare i processi nutrizionali, valutare com’è composta la massa corporea dei bambini e intervenire nel caso in cui ciò fosse necessario. Questo tipo di esame può essere molto utile anche per coloro che praticano attività fisica (soprattutto a livello agonistico) per poi intervenire e consentire così il miglioramento delle prestazioni sportive.

Attraverso i dati raccolti con la Bioimpedenziometria e il loro studio, gli esperti possono anche riuscire ad avere preziose informazioni su altri aspetti quali: il metabolismo basale di colui che si sottopone all’esame, il tessuto adiposo essenziale, il livello di acqua sia intra che extracellulare, la massa metabolicamente attiva, il rapporto tra scambio di sodio e potassio a livello cellulare.