Da Michelle Obama all’orticello di casa il passo è breve: tutti parlano di biogiardinaggio, di coltivazioni biologiche e di cibo a chilometri zero. Ma in pochi sanno ancora perché sia esplosa questa “moda”. Una buona spiegazione di questo fenomeno – e del perché è davvero alla portata di tutti – la fornisce Claude Aubert, ingegnere agronomo e cofondatore del Centro per la ricerca sull’ecologia pratica Terre Vivante, nell’introduzione di un libricino intitolato “Il giardino e l’orto biologico“, edito in italia da Edizioni Red!

PERCHE’ COLTIVARE BIO?

La prima cosa che stravolge Aubert è la domanda: anziché chiederci: “Perché fare giardinaggio biologico?” dovremmo chiederci: “Perché usare in giardino prodotti chimici?” A che cosa servono i fertilizzanti, visto che con il compost si possono nutrire le piante con maggiore efficacia? Per quale motivo usare pesticidi, dal momento che con le piante in buona salute e qualche prodotto di trattamento atossico si risolve qualunque problema di parassiti e malattie?

Aubert, insomma, punta a far capire al lettore che coltivare con prodotti chimici non è una nostra esigenza, ma è un bisogno indotto da chi i prodotti chimici li vende (e ci guadagna).

A COSA SERVONO DAVVERO I PRODOTTI CHIMICI?

Scegliere la coltivazione biologica – spiega Aubert – significa fare giardinaggio senza usare prodotti chimici: niente più guanti, né abbigliamento speciale, né prodotti tossici che ingombrano il capanno degli attrezzi. Non più precauzioni per evitare che i bambini vi siano tra i piedi mentre nebulizzate, poiché gli animali domestici rischino un’intossicazione. Non c’è più bisogno nemmeno di lavare accuratamente la verdura per eliminare ogni residuo di pesticidi. Del resto, spiega l’agronomo, quando trattiamo la verdura (o le rose), solo il 10% del prodotto impiegato serve realmente per proteggerla, il resto evapora nell’atmosfera e va ad inquinare l’acqua e il suolo.

UN GIARDINAGGIO CHE SALVAGUARDA LA SALUTE

Insomma, il biogiardinaggio salvaguarda la salute e l’ambiente. Permette di coltivare piante sane e vigorose, e questo comporta raccolti abbondanti di frutta e verdura saporita e nutriente. Infine, rende possibile ricreare nel proprio giardino un angolo di natura che accolga una grande varietà di piante e ogni tipo di insetti e di altri animali utili.

Praticare questo giardinaggio “idilliaco” non significarne tornare a pratiche ormai desuete. E’ un modo per attuare un’efficace sintesi delle buone pratiche del passato con le più recenti scoperte dell’agronomia moderna.

I TRE PRINCIPI DEL BIOGIARDINAGGIO

Secondo Claude Aubert, il biogiardinaggio si fonda su 3 principi:

  • La conoscenza, il rispetto e il buon uso della terra, fonte di nutrimento per le piante. La terra viene arricchita con il compost e lavorata senza alterarne l’intensa attività biologica. Le piante, trovandovi nutrimento vario ed equilibrato di cui hanno bisogno, nella maggior parte dei casi sono in grado di difendersi dai loro nemici naturali.
  • La varietà: la presenza di piante diverse permette la sopravvivenza di insetti e altri animali utili, grandi predatori di parassiti.
  • La bravura del giardiniere: per ottenere un buon orto biologico è di fondamentale importanza che chi se ne occupa abbia una grande capacità di osservazione, una profonda conoscenza del proprio terreno, e una buona competenza circa il compost aggiunto, i fertilizzanti verdi, le associazioni delle piante e trattamenti naturali.

Vedremo prossimamente come iniziare a creare il nostro orto biologico secondo le regole del biogiardinaggio.