Quando preparate un cassone per il compostaggio, dovete preventivare almeno 4-6 mesi prima di poter usare il compost, per dare ai microrganismi il tempo di scomporre la materia organica. Tenete anche presente che il valore nutritivo del compost varia notevolmente a seconda del suo grado di maturazione:

  • Compost semigrezzo (4-6 mesi di maturazione): questo compost contiene una grande quantità di principi nutritivi, ed è indicato come fertilizzante per alberi da frutto e ortaggi molto esigenti, come cavoli, pomodori, patate e sedano;
  • Compost maturo (8-12 mesi di maturazione): la materia organica ormai è stata completamente disgregata e il compost si presenta come un terriccio scuro, soffice e profumato di bosco, ottimo per migliorare la struttura del terreno, cioè per correggere i terreni troppo pesanti (argillosi, che favoriscono il ristagno d’acqua) o troppo leggeri (sabbiosi, troppo poveri di elementi nutritivi).

Potete usare il compost maturo anche per preparare il terriccio per la semina e per le piante in vaso, nonché per la concimazione di ortaggi molto sensibili, come piselli e fagioli, che non tollerano fertilizzanti troppo aggressivi.

LE FASI DEL COMPOSTAGGIO

Un mucchio di compost in fermentazione passa attraverso diverse fasi.

Tra la prima e la seconda settimana c’è una fase di riscaldamento (fino a 50-60° centigradi), che è molto importante: il calore provoca una prima trasformazione che permette di distruggere una parte di erbacce ed eventuali germi patogeni. Questa fase corrisponde allo sviluppo di un’intensa attività microbica, alla quale si aggiunge quella dei funghi e delle alghe microscopiche che attaccano i materiali ed emettono gas carbonico.

Dopo 3-5 settimane, i batteri lasciano a poco a poco il posto a una moltitudine di specie animali, insetti minuscoli, collemboli (piccoli atropodi comunissimi nel terreno, capaci di saltare), poi vermi rosa del letame che frammentano, assorbono e trasformano progressivamente i residui in humus.

Dopo poco più di 2 mesi, ha inizio l’ultima fase di stabilizzazione, con una microfauna molto diversificata che ultima la conservazione dell’humus e conferisce al compost le sue caratteristiche tipiche: colore scuro, aspetto granuloso e odore di terriccio boschivo.