Abbiamo visto sin qui diverse tecniche di compostaggio, il tempo e i materiali che vi si impiegano per produrre un buon compost… ma ve n’è ancora un tipo, particolarmente semplice da produrre (anche se più lento), grazie a una tecnica chiamata compostaggio di superficie.

COMPOSTAGGIO DI SUPERFICIE: COS’E’ E PERCHE’?

Una volta terminato il raccolto, alcune colture lasciano grandi quantità di residui, che possono essere triturati (con il tagliaerbe oppure usando un trituratore per scarti vegetali) e lasciati compostare sul terreno. Questo vale, per esempio, per gambi e foglie di fagioli, piselli, fave, pomodori, zucche, patate, ma anche per erbe infestanti (purché non abbiano già prodotto i semi), per i resti dell’erba tagliata (o stesi in uno strato sottile), e per compost semigrezzo.

Questi residui, lasciati sul suolo spoglio in autunno o tra le file di colture più esigenti, stimolano la vita microbica del suolo e l’attività dei lombrichi.

DOVE SI PUO’ FARE IL COMPOSTAGGIO DI SUPERFICIE?

Nei giardini in cui si possono raccogliere grandi quantità di foglie morte, la presenza di un silo semplice, costruito con una rete metallica rigida, magari ancorata a 4 pali di legno ben conficcati nel terreno, permette di ottenere un terriccio di foglie di eccellente qualità, ideale per le plantule (le piantine, ancora fragili, che si sviluppano dal seme).

I TEMPI DEL COMPOSTAGGIO DI SUPERFICIE

La maturazione di questo tipo di compost sarà molto lenta (da 1 a 3 anni a seconda del tipo di foglie), ma per accelerarla si possono aggiungere materiali freschi.