Per coltivare il proprio orto biologico bisogna avere innanzitutto le idee chiare, almeno sui concetti fondamentali: la prima cosa da capire è come “funzionano” e si alimentano le piante e da che cosa traggono energia vitale. Cerchiamo di vederlo in modo semplice aiutandoci con la guida “Il giardino e l’orto biologico” di Terre Vivante (Edizioni Red!).

COSA NUTRE LE PIANTE?

Fare giardinaggio biologico significa innanzitutto prendersi cura della terra e nutrirla bene, in modo che a sua volta essa sia in grado di alimentare gli ortaggi e fiori del giardino. In realtà, coloro che si occupano veramente di nutrire le piante sono gli innumerevoli esseri viventi che popolano ogni grammo di terra: essi, infatti, trasformano le materie organiche in elementi facilmente assimilabili dalla flora. Questo nutrimento, molto più equilibrato di quello che si trova nei fertilizzanti chimici, rende le colture vigorose e resistenti ai parassiti, e in generale ai loro nemici naturali.

LA FOTOSINTESI CLOROFILLIANA

Le piante traggono la maggior parte del loro nutrimento dall’atmosfera (composta all’88% da carbonio e ossigeno), grazie alla fotosintesi clorofilliana. Oltre all’ossigeno e al carbonio vi sono però altri elementi (circa una trentina) indispensabili alla salute delle piante, anche se ne sono necessarie quantità assai ridotte; alcuni di questi, per essere assimilabili dalle radici, hanno bisogno di essere trasformati dai microrganismi del suolo.

Per fotosintesi clorofilliana si intende il processo attraverso il quale le piante partono da anidride carbonica e acqua per formare carboidrati, usando l’energia luminosa e la clorofilla (che ne è appunto un recettore).

PERCHE’ AGGIUNGERE ADDITIVI AL TERRENO E’ DANNOSO

Purtroppo, spesso si ha la tendenza a considerare il suolo come un semplice supporto inerte per le piante, che devono essere nutrite con fertilizzanti chimici, direttamente assimilabili dalle radici. Di solito ci si limita ad aggiungere al terreno i 3 elementi fondamentali: azoto (N), potassio (K) e fosforo (P), che permettono di ottenere raccolti abbondanti. Questa alimentazione però è squilibrata (mancano molti oligoelementi, ossia le sostanze indispensabili allo svolgimento di alcune particolari funzioni dell’organismo), e alla lunga favorisce l’insorgere di malattie e parassiti. Inoltre, poiché non è possibile fornire queste sostanze alla pianta esattamente quando ne ha bisogno e nella quantità giusta, una parte importante di esse viene dilavata (cioè dispersa) dalle piogge. In questo modo i nitrati vanno a inquinare i fiumi e le falde freatiche. Infine, questi fertilizzanti minerali nuociono allo sviluppo della vita del suolo, e a lungo termine ne compromettono la fertilità.

LA FERTILIZZAZIONE NEL GIARDINAGGIO BIO

Nel giardinaggio biologico, la fertilizzazione è finalizzata non solo a portare nutrimento alle piante, ma anche a migliorare la fertilità del suolo e a stimolare l’attività biologica. Queste 3 funzioni vengono pienamente soddisfatte dal compostaggio, una pratica che permette di ottenere, grazie alla fermentazione ben indirizzata, un fertilizzante particolarmente ricco di humus e degli elementi nutritivi indispensabili alle piante.

CHE COS’E’ L’HUMUS?

L’humus è un composto organico formato dalla decomposizione di organismi dei quali non si riconosce più la struttura iniziale. Molto ricco di organismi viventi, l’humus assorbe bene l’acqua e il calore, anche grazie al suo colore bruno-nero, ed è capace di immagazzinare una grande quantità di elementi nutritivi e di impedire che questi vengano dilavati. L’humus libera gradatamente gli elementi nutritivi necessari alla crescita delle piante, e deve essere rinnovato regolarmente.

E’ la chiave della fertilità del suolo.