Per la prima volta in dieci anni è diminuita la produzione dei biocarburanti passata, secondo le statistiche dell’AIE, l’Associazione internazionale dell’energia, da 1.822 milioni di barili al giorno a 1.819. Il motivo è il crescente successo incontrato da questo combustibile alternativo che ha portato ad una massiccia conversione della produzione agricola con un conseguente aumento dei costi delle aree e delle commodities.

I BIOCARBURANTI NEL MONDO
Il business mondiale dei carburanti, se rapportato ai grandi paesi produttori di greggio, si colloca al 16esimo posto; superiore alla quantità di petrolio prodotta da Regno Unito e Libia e poco al di sotto di quella prodotta da Norvegia e Nigeria. Negli Stati Uniti il 40% della produzione di mais viene ora utlizzata per la produzione di biofuel facendo di questo Paese il leader mondiale nella produzione di biocarburanti.

LA MANCANZA DI INCENTIVI
Tuttavia, proprio negli USA sono stati recentemente aboliti gli incentivi alla produzione dei carburanti bio, una diversa politica di sviluppo energetico che però non minaccia il futuro del biofuel. Secondo gli analisti dell’AIE, la volatilità del prezzo del petrolio, provocata anche da fattori contingenti come l’attuale crisi con l’Iran, infatti manterrà vivo l’interesse nella produzione di carburante estratto da fonti alternative.

LA COMPETITIVITA’ DEI BIOCARBURANTI
“Quando il petrolio supera la soglia di 70 dollari al barile, sostiene l’economista Jeremy Woods dell’Imperial College (ed oggi il petrolio del mare del Nord viaggia intorno ai 113 dollari), i biocarburanti e quelli estratti da fonti alternative, come sabbie e scisti, diventano competitivi”. L’AIE prevede un aumento del 20% nella produzione di biocarburanti a 2.2mb al giorno entro il 2015, con un trend in crescita sia pure ridotto rispetto al passato.

IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA
Tuttavia l’incremento delle aree destinate alla produzione di coltivazioni per biocarburanti se, da una parte, fa diminuire le emissioni di Co2 provocate dai combustibili tradizionali, dall’altra pregiudica fortemente lo sviluppo e gli equilibri locali con vaste deforestazioni ed alterazione dell’habitat naturale. Intanto il Brasile, che è il Paese al mondo che detiene più brevetti per la produzione di biocarburanti, ha avviato studi per impiantare coltivazioni destinate al biofuel in Africa, un continente per ora lasciato assolutamente indenne.