La sostenibilità ambientale delle nostre attività umane è un problema reale e sono molte le aziende che stanno provando ad ideare dei metodi per riconvertire le loro attività in modo che possano essere il meno dannose possibile per il nostro pianeta.

Uno dei fronti sul quale le aziende e la comunità scientifica sono più attive è quello della realizzazione di biocarburanti che possano, da un lato, sostituire i carburanti fossili che utilizziamo ora e, dall’altro, creare meno inquinamento.

E’ notizia di questi giorni che l’Università Napier di Edimburgo ha brevettato un nuovo biocarburante prodotto dagli scarti della lavorazione del whisky. La novità, che potrebbe essere sul mercato entro poco tempo, è stata realizzata grazie ad un accordo tra l’università, la Tullibardine Distillery, distilleria della zona del Perthshire ed il gruppo gruppo Celtic Renewables, da tempo impegnato sul fronte delle energie rinnovabili .

Il professor Martin Tangney, fondatore della Celtic Renewables, durante la presentazione del biocarburante, ha detto:

La partnership con la Tullibardine Distillery è un passo importante nello sviluppo di un business che unisce due industrie scozzese: whisky ed energie rinnovabili. Questo progetto dimostra che l’uso innovativo delle tecnologie esistenti permette di sfruttare risorse che si trovano sull’uscio di casa con benefici per l’ambiente e l’economia.

Il nuovo biocarburante al whisky è prodotto dalla lavorazione di quello che rimane nel fondo delle vasche nelle quali il whisky viene messo ad invecchiare. Grazie a questa innovativa idea non solo si potrà ottenere del carburante ecologico, ma si ridurranno anche di molto i rifiuti che derivano dalla produzione di questa bevanda.