Il Binge Eating Distorder (BED), più noto come disturbo da alimentazione incontrollata, è un disturbo alimentare che colpisce le donne tra i 30 e i 40 anni. Incluso nel DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) nel 1997, ha solo recentemente ottenuto le attenzioni delle istituzioni. Differente dall’anoressia e dalla bulimia, non è sempre facile da diagnosticare. Ma come riconoscerlo?

Le persone che soffrono di BED hanno attacchi di fame incontrollata, cui fanno seguito episodi di stress che possono sfociare in un attacco di panico (se vuoi saperne di più sui sintomi dell’ansia clicca qui). Ma non solo, l’esposizione continua a input visivi, collegata alla perdita di controllo sull’alimentazione e a una quasi totale perdita di piacere, concorrono ad aggravare questa condizione.

Il processo di guarigione dal Binge Eating Disorder è legato al rafforzamento della nostra parte razionale. In un attacco di BED, infatti, è il sistema limbico che ha il sopravvento rispondendo a quell’imperativo, primitivo, che non ci fa chimicamente pensare al domani. Una terapia comportamentale è il primo passo da intraprendere; di sorprendente efficacia i gruppi di auto aiuto in cui confrontarsi e scoprire quali sono i trigger (cause scatenanti) che fanno scattare la molla dell’abbuffata compulsiva.

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