Bere caffè non fa male al cuore e non andrebbe neanche ad alterare il battito cardiaco: a fare dietro front e smentire il falso mito è stato uno studio condotto dai ricercatori dell’Università della California a San Francisco (Usa).

Questo, pubblicato sul “Journal of American Heart Association”, per 12 mesi si è concentrato sul consumo costante di prodotti contenenti caffeina, concentrandosi su quasi 1400 persone (selezionate in maniera casuale dal database Cardiovascular Health Study) di cui il 61% (circa 840) consumava più di una volta al giorno prodotti contenenti la sostanza, che fosse caffè oppure del tè o cioccolata.

Tra il gruppo del caffè e quello delle altre due bevande, tuttavia, non è stata rivelata alcuna differenza per quanto riguarda la frequenza di problemi legati ai battiti cardiaci, nemmeno nelle persone che, al giorno, tendeva a consumare dosi più elevate di caffeina.

Le raccomandazioni cliniche contro il consumo regolare di prodotti contenenti caffeina per prevenire disturbi del ritmo cardiaco dovrebbero essere riconsiderate” ha spiegato uno degli autori dello studio, Gregory Marcus, continuando “poiché senza motivo potremmo aver scoraggiato il consumo di alimenti come il cioccolato, il caffè e il tè, che invece potrebbero avere benefici per il sistema cardiovascolare”.

Un’antica credenza, un falso mito, che quindi verrebbe sfatato: gli esperti, infatti, hanno ricordato come numerosi studi passati abbiano svelato come sia delle contrazioni atriali premature (Pac, che possono provocare fibrillazione atriale e ictus) sia delle contrazioni ventricolari premature (Pvc, che possono portare a un aumento dell’insufficienza cardiaca e portare alla morte), in entrambe i casi eccessive, siano legate al consumo di caffeina.

Tuttavia, nonostante il nuovo studio tenda a provare il contrario, vi sarebbe ancora un’incertezza clinica e per questo gli autori sconsigliano comunque l’abuso di caffeina, di modo da evitare presunti problemi cardiaci.