Partendo da Aristotele e Marx fino a giungere ai giorni nostri i temi legati al concetto di “benessere”, ossia la felicità, la gioia, il benestare e la salute, sono sempre stati oggetto di grandi riflessioni.
Possiamo ormai affermare che il benessere è, oltre che un valore, anche un concetto formare attraverso il quale si possono esprimere la cultura, la condizione e lo stile di vita di molte società. Il concetto “qualità della vita” ha conquistato giorno dopo giorno sempre più spazio e attenzione tanto che oggi non esiste organismo internazionale o politico che non inserisca nel proprio programma questo concetto.
Paradossalmente però, se la qualità della vita continua a crescere, nella società industriale di oggi è sempre insufficiente e la sua ricerca è sempre più difficoltosa quanto necessaria. Un altro paradosso è legato al concetto di sicurezza globale che, come la qualità della vita, è cresciuta esponenzialmente rispetto al passato eppure l’individuo di oggi, che vive in ambienti artificiali e controllati, è immerso in una sensazione di insicurezza e ansia esistenziale.
La qualità della vita è un argomento che oggi viene affrontato da diverse discipline, dalla psicologia alla sociologia, dall’urbanistica alla politica. Questa multidisciplinarietà crea però non pochi problemi generati dalle varie metodologie e linguistiche adottate da ogni singola disciplina.
È a partire dagli anni 70 che gli studiosi iniziano a interessarsi allo studio della qualità della vita. È proprio in quegli anni  che ci si inizia ad accorgersi che la crescita industriale produceva effetti perversi non solo dal punto di vista dell’iniqua distribuzione del benessere a livello mondiale ma anche all’interno delle aree industriali più avanzate, dove aumentavano l’incertezza sul futuro e i problemi legati all’integrazione sociale e ai problemi ambientali. Le discussioni di quegli anni partirono da quattro principali contributi e concetti:

  • Il problema della qualità della vita è collegato principalmente alla contrapposizione tra valore di scambio e d’uso. (approccio di derivazione Marxista)
  • Il rifiuto globale della società dei consumi viene espresso con forme di protesta politiche, religiose, civili contro gli imperativi di sviluppo
  • Vi sono delle visioni critiche e pessimistiche sulle conseguenze negative del progresso scientifico e tecnologico sulla vita dell’uomo (approccio derivante dall’ambiente scientifico)
  • Alcuni approcci danno importanza a temi legati all’ecologia e agli studi sull’ambiente. È  proprio da questi approcci  che nascono gli studi che danno importanza al tema della qualità della vita per l’analisi delle città, luogo simbolo della modernizzazione in cui l’uomo ha da sempre pensato di trovare soddisfazione ai propri bisogni, aspirazioni e realizzazioni.

By Sonia