Le alghe possono essere cucinate in molti modi: se non vi piace la loro consistenza o il loro spetto, potete sempre beneficiarne nella dieta cucinandole come ingrediente di zuppe e minestre, anche in forma polverizzata o in fiocchi. Detto questo, vediamo come mangiare e soprattutto quante volte a settimana i diversi tipi di alghe affinché facciano bene alla nostra salute (eccedere in qualsiasi cosa fa male, ricordatevelo!).

LE ALGHE HIJIKI (O HIZIKI)

Le alghe hijiki si presentano nella loro forma disidratata come sottili fili scuri un po’ arricciati. Vanno reidratate prima di cominciare a cucinarle (di solito bastano 10 minuti, ma se le lasciate un po’ si più acquisiranno una consistenza ed in aspetto incantevoli sia per la vista che per il palato). Si tratta di un’alga ottima per molti tipi di piatti, mangiata cruda per le insalate (e potete evitare di aggiungere il sale perché hanno un sapore molto gradevole e saporito), oppure per dare spessore alle minestre, o ancora fritte insieme a della crema tahini (una crema ottenuta dai semi di sesamo) e condita con salsa di soia e semi tostati.

Se non volete sperimentare troppo con sapori sconosciuti, comunque, le alghe hijiki sono anche perfette da aggiungere ai soffritti in una saporita pasta con le verdure. Ed è proprio quello che ho fatto ieri a pranzo (il risultato è nella foto sopra).Ecco la ricetta.

SPAGHETTI DI SOBA CON ALGHE HIJIKI

Ingredienti:

  • 60 grammi a persona di spaghetti di soba (vanno bene anche le linguine o gli spaghetti integrali, anche se la soba è molto più leggera);
  • Una manciata scarsa di alghe hijiki
  • Una carota gratuggiata, tagliata a julienne o a listarelle;
  • Una cipolla verde, tagliata a rondelle sottili;
  • Un cucchiaio di olio di semi di sesamo;
  • Due cucchiai di salsa di soia leggera;
  • Un cucchiaino di radice di zenzero grattuggiato fresco, o di succo di zenzero

Fate reidratare le alghe hijiki per almeno 10 minuti, tenendo presente che cresceranno in volume di almeno 5 o 6 volte una volta reidratate. Una volta tornate al loro stato naturale si presentano come fili neri, dall’aspetto lucido e corposo. Il sapore è del tutto simile a quello dei frutti di mare, e delle vongole in particolare.

Nel frattempo, mettete l’acqua a bollire, senza aggiungere sale, e preparate il tegame per il soffritto. Mettete sul fondo un cucchiaio di olio di semi di sesamo, fate scaldare e poi aggiungete la carota e la cipolla verde. Quando acquistano un colore brillante, aggiungete la salsa di soya e mescolate per farla assorbire. Quando buttate gli spaghetti di soba (cuociono in 2-3 minuti), scolate le alghe hijiki, sciaquatele velocemente sotto l’acqua corrente e poi aggiungetele al soffritto. Continuate a mescolare finché gli spaghetti non sono pronti.

Scolate la pasta ed unitela al soffritto, mescolate bene e, una volta nel piatto, grattugiate un po’ di zenzero fresco o aggiungete qualche goccia di succo di zenzero. Et voilà, il piatto è pronto: leggero, nutriente, saporito e colorato!