Settimana scorsa vi avevo parlato di alimentazione vegetariana per i bambini, dandovi il parere di una nutrizionista e concludendo, però, con un campanellino d’allarme per quanto riguarda la dieta macrobiotica e quella rastafariana nell’età della crescita. La nutrizionista Luciana Baroni, infatti, mette le mani avanti per quanto riguarda questi due stili alimentari, dicendo che sono idonei agli adulti ma non a bambini e ad adolescenti.

LA DIETA MACROBIOTICA PER I BAMBINI: PERCHE’ NO?

Le caratteristiche della dieta macrobiotica non permettono di classificarla tra le diete vegetariane equilibrate, che devono fornire tutti i nutrienti  necessari a garantire l’adeguatezza  nutrizionale necessaria  a soddisfare le richieste legate alla crescita – scrive Baroni -. In particolare, gli aspetti più critici della dieta macrobiotica, in riferimento anche a gravidanza e allattamento, sono:

  • Inadeguatezza dell’allattamento al seno: il latte delle madri macrobiotiche è carente in B12, Ca e Mg.
  • Lo svezzamento del bambino viene proposto tardivamente, e anziché latte materno o di formula viene utilizzata una bevanda di produzione casalinga a base di cereali che, nella Posizione degli americani, è inequivocabilmente definita “nutrizionalmente inadeguata” (Mangels 2001).
  • I cibi solidi introdotti, seppur tardivamente, nella dieta del bambino sono utilizzati nella forma integrale/naturale, con l’originario corredo completo di fibra alimentare: cereali, legumi, verdura. Questo comporta un eccesso di fibra che va, al contrario, ridotta al minimo nella dieta del bambino almeno fino a 2 anni d’età.
  • Non vengono utilizzati grassi, tranne qualche seme oleaginoso, mentre i grassi nella dieta del bambino piccolo non vanno limitati, pena il rischio di non fornirgli abbastanza energia.
  • La dieta macrobiotica spesso non è in grado di fornire nemmeno sufficienti  fonti di calcio e di zinco, oltre che di energia.
  • L’eccessiva assunzione di alghe può comportare un eccesso di iodio nella dieta, e può compromettere lo stato della vitamina B12 a causa della competizione per l’assorbimento da parte degli analoghi inattivi presenti in questi vegetali marini.

Insomma – conclude la nutrizionista -, aderire in modo stretto alla dieta macrobiotica (così come per diete crudiste e fruttariane) non va bene per l’età dello sviluppo: chi intende proporre la dieta macrobiotica ai bambini dovrebbe infatti strutturarle in modo da aderire ai criteri di adeguatezza nutrizionale, in particolare per quanto riguarda un’adeguata quantità di grassi e di integratori, vitamina B12 e vitamina D in primis, così come l’assunzione di ferro.

E LA DIETA RASTAFARIANA?

La dietologa cita anche l’inadeguatezza della dieta rastafariana, per gli stessi motivi della dieta macrobiotica, in quanto regime vegetariano restrittivo. La dieta rastafariana, infatti, viene indicata come poco varia, sebbene sia una dieta molto igienica e naturale. I rastafariani devono evitare l’uso di alcol, tabacco, carne e pesce e frutti di mare, sale e condimenti forti. Non solo: l’alimentazione rasta si basa sui prodotti provenienti direttamente dalla terra, come frutti e ortaggi, oltre che a qualunque alimento il cui consumo significherebbe provocare la morte di un essere vivente.

E LA DIETA VEGANA?

Uno studio sui bambini vegan britannici del 1988 (Sanders) concludeva che “I bambini allevati con diete vegan crescono normalmente. Non c’è evidenza che il loro quoziente intellettivo risulti compromesso o che la dieta vegan possa influenzare negativamente la loro forza fisica”. Nella sua più recente Posizione sulle diete vegetariane del 2009, l’American Dietetic Association ribadisce nuovamente che le diete vegan, latto-vegetariane e latto-ovo-vegetariane ben pianificate sono appropriate per tutti gli stadi del ciclo vitale, e in grado di soddisfare i fabbisogni nutrizionali dei bambini nella prima e seconda infanzia e degli adolescenti, nonché di promuovere una crescita normale.

LA DIETA VEGETARIANA: PER SEMPRE?

Secondo Baroni, le diete vegetariane nell’infanzia e nell’adolescenza possono essere d’ausilio nello stabilire sani schemi alimentari, validi per tutta la durata della vita, e possono offrire alcuni importanti vantaggi nutrizionali. I bambini e gli adolescenti vegetariani presentano più bassi introiti di colesterolo, grassi saturi e grassi totali, e più elevate assunzioni di frutta, verdura e fibre rispetto ai non-vegetariani. E’ stato riportato che i bambini vegetariani sono anche più magri e presentano più bassi livelli di colesterolo plasmatico.