Avrete sicuramente sentito parlare, anche in passato, del fatto che in alcuni Paesi nordici, come il Regno Unito, i bambini giungano alla pubertà in età sempre più precoce e come – in conseguenza di ciò – abbiano rapporti sessuali in età sempre più tenera e vi sia dunque un tasso di mamme-bambine molto elevato rispetto a quello di altri Paesi. Sarà un caso che questi Paesi in cui la pubertà è precoce vi siano consumi di carne pro capite e complessivi mediamente più elevati rispetto a quelli di altri Paesi?

PROTEINE VEGETALI E PROTEINE ANIMALI: COSA CAMBIA?

Come ho già spiegato molte volte in altri articoli, le proteine non sono un’esclusiva degli alimenti di origine animale: ciò che cambia è la qualità di queste proteine, a seconda della loro origine. Le nutrizioniste Ilaria Baroni e Luciana Fasan lo spiegano bene in “VegPyramid Junior” (Ed. Sonda): i cibi vegetali sono accusati di contenere “insufficienti” quantità di proteine – spiegano -, la cui qualità sarebbe inoltre “bassa”, poiché nel singolo cibo vegetale questa può discostarsi lievemente dal pattern aminoacidico ideale proposto da FAO/WHO/UNU per la valutazione della qualità proteica. L’adeguatezza delle proteine vegetali è stata oggetto di attenta valutazione da parte di studiosi di tutto il mondo e, a tale riguardo, la Posizione ufficiale sulle diete vegetariane dell’American Dietetic Association (2009 e precedenti) si esprime chiaramente:

A condizione che vengano consumati gli alimenti vegetali in modo variato e che venga soddisfatto il fabbisogno energetico, le proteine vegetali possono soddisfare i fabbisogni nutrizionali proteici. La ricerca indica che un assortimento di cibi vegetali assunti nel corso della giornata  è in grado di fornire tutti gli aminoacidi essenziali e assicurare in modo adeguato l’assunzione e l’utilizzo di azoto negli adulti sani; ciò significa che le proteine complementari non debbono necessariamente essere consumate all’interno dello stesso pasto“.

LA QUANTITA’ DI PROTEINE E’ UN PROBLEMA NEI BAMBINI?

Il problema di un’insufficiente quantità di proteine in età pediatrica non sembra coinvolgere i vegetariani dei Paesi occidentali, che assumono adeguate calorie a partire da una dieta variata a base di cibi vegetali. La densità proteica dei cibi vegetali (espressa come kcal da proteine/100kcal di cibo) è infatti mediamente superiore al 10%, e nello specifico è di circa il 14% nei cereali, il 35% nei legumi, il 12,5% nella frutta secca, il 35% nella verdura, mentre solo nella frutta è il 7,5% in più. Più che la carenza proteica, quindi, il problema nutrizionale più comune riguardante le proteine è proprio l’eccessivo introito, anche per i bambini vegetariani. L’accesso proteico va accuratamente evitato con un’attenta pianificazione della dieta, soprattutto se questa include latticini e uova. Secondo l’Ufficio Federale della Sanità Pubblica svizzero (UFSP):

Si è stimato che il fabbisogno proteico sia di circa 10 g/die ai 6 mesi d’età e che vada aumentando fino a 58 g per i ragazzi di età compresa tra i 15 e i 18 anni e a 47 g per le ragazze della stessa fascia d’età (OMS). Tuttavia, l’assunzione di proteine nei bambini e negli adolescenti è molto pià elevata. Secondo indagini europee, fra i 13 e i 15 anni d’età il consumo è di circa 100 g/die e oltre. Un apporto eccessivo di proteine nei lattanti e nei bambini piccoli accresce il rischio di sovrappeso e di obesità in età adulta. Un consumo troppo elevato di proteine, specie se di origine animale, all’età di 5-6 anni può portare alla pubertà precoce.”

LA PUBERTA’ PRECOCE

Infatti, nei bambini con più elevate assunzioni di proteine vegetali, l’epoca della pubertà è posticipata di circa 7 mesi, esattamente l’opposto di quel che avviene nei bambini con più elevate assunzioni di proteine animali, in cui invece l’epoca della pubertà viene anticipata dello stesso numero di mesi. Se a questo dato si aggiunge che le bambine con un elevato introito di isoflavoni (di cui è ricca soprattutto la soia) presentano lo sviluppo mammario e il picco di crescita in altezza ritardato di almeno 7-8 mesi, è evidente come un pattern dietetico che rispecchia queste caratteristiche, come quello vegetariano, ritardando lo sviluppo sessuale, può contribuire a ridurre il rischio di cancro mammario e di mortalità totale, e questo a prescindere dalla riduzione del sovrappeso-obesità nei bambini vegetariani.

Vedremo presto, invece, come incide la qualità delle proteine che assumiamo sulla nostra salute e sul nostro organismo.