L’azitromicina è un antibiotico appartenente alla classe dei macrolidi ed indicato nel trattamento delle infezioni batteriche sostenute da patogeni sensibili al principio attivo. E’ utile in caso di infezioni delle vie respiratorie (bronchiti, polmoniti, sinusiti, tonsilliti e faringiti); infezioni genitali come clamidia e gonorrea; prostatiti ed uretriti; ulcera molle (sostenuta da Haemophilus ducreyi); infezioni da Mycoplasma hominis; infezioni odontostomatologiche ed infezioni della cute e dei tessuti molli. E’ altresì efficace nel trattamento della sindrome del legionario; del morbo di Crohn; di infezioni protozoarie causate da toxoplasma; della sinusite batterica acuta di grado lieve; dell’acne infiammatoria; della congiuntivite batterica; della diarrea del viaggiatore, nonché nell’eradicazione dell’Helicobacter Pylori (in associazione ad altri farmaci).

Il dosaggio dell’azitromicina varia a seconda del tipo di infezione batterica e dell’età del paziente; in linea di massima, negli adulti, la dose consigliata è di 500 mg al dì per 3 giorni, in alternativa, 500 mg il primo giorno e successivamente 250 mg/die per 4 giorni. Nei bambini, la dose raccomandata è invece di 10 mg/kg/die per 3-5 giorni, a seconda del tipo di infezione.

Nello specifico, nel trattamento dell’acne infiammatoria, per esempio, la dose di azitromicina raccomandata è di 250 mg al giorno, 3 volte la settimana, per un periodo compreso tra i 3 mesi e i 6 mesi, mentre nel trattamento della gonorrea si consiglia 1 g di azitromicina al giorno, in dose singola. Nel trattamento di faringiti e tonsilliti sono indicati 500 mg/die per 3 giorni per gli adulti e 10 mg/kg/die per 5 giorni nei bambini. Per la diarrea del viaggiatore si consigliano 1000 mg di azitromicina in dose singola o 500 mg/die per 3 giorni negli adulti, mentre nei bambini si dovrà procedere somministrando 10 mg/kg il primo giorno, quindi 5 mg/kg il secondo e terzo giorno.

L’uso dell’azitromicina è tuttavia controindicato nei bambini al di sotto di 1 anno di età, nonché in gravidanza e allattamento. Pur non trattandosi di un farmaco embriotossico, in gravidanza la prescrizione deve infatti avvenire solo se strettamente necessaria. Nel prescrivere il dosaggio, il medico curante deve inoltre sempre procedere ad un’accurata valutazione delle condizioni di salute generale del paziente e considerare gli eventuali farmaci in uso, poiché l’antibiotico può creare interazione farmacologica con talune classi di medicinali e indurre effetti collaterali quali: nausea, vomito, diarrea, rush cutaneo, cefalea, vertigini e spossatezza.