A partire dal prossimo 30 giugno 2016 le aziende farmaceutiche pubblicheranno sui propri siti internet i compensi offerti ai medici e alle società scientifiche per ricerche, congressi, seminari oppure consulenze. La novità, che è stata richiesta a gran voce per questioni di trasparenza e correttezza, non riguarderà soltanto l’Italia ma anche altri trentadue Paesi dell’Unione Europea, cui si aggiungono anche la Russia e la Turchia.

Il Presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, si è detto particolarmente soddisfatto dell’attuale adesione di circa sette medici su dieci che hanno rilasciato il proprio consenso affinché tali dati potessero essere resi noti. L’obiettivo è quello di ottenere il cento per cento di adesioni da qui ad un anno. Qualora invece i medici non dovessero rilasciare il proprio assenso, i dati verrebbero inclusi in forma aggregata.

Per coloro che attendevano da tempo questa svolta si tratta davvero di un avvenimento storico, che molto potrebbe fare in tema di trasparenza e conflitto di interesse. Un modo certamente efficace per far sì che non si verifichino episodi poco chiari e fenomeni distorsivi che potrebbero in qualche modo andare ad inficiare il rapporto di fiducia che deve esserci tra medico e paziente.

I dati che le aziende farmaceutiche dovranno fornire in merito ai compensi elargiti a medici e società scientifiche dovranno essere resi noti nel Paese in cui viene svolta l’attività prevalente (è possibile che un medico o una società scientifica appaia su siti di diversi Paesi dunque) e tutte le somme saranno ben suddivise in base allo scopo per cui sono state pagate.