Azatioprina è un farmaco appartenente alla categoria degli immunosoppressivi, indicato nel trattamento di pazienti che hanno ricevuto trapianti d’organo (per scongiurare il rigetto), nonché come monoterapia, o in combinazione con farmaci corticosteroidi e/o altri farmaci e procedure, in pazienti affetti dalle seguenti patologie:

  • Artrite reumatoide
  • Malattie infiammatorie intestinali (malattia di crohn, colite ulcerosa)
  • Lupus eritematoso sistemico
  • Dermatomiosite
  • Epatite cronica attiva autoimmune
  • Poliarterite nodosa
  • Anemia emolitica autoimmune
  • Porpora trombocitopenica idiopatica refrattaria cronica
  • Sclerosi multipla
  • Miastenia gravis
  • Neuromielite ottica (malattia di Devic)

L’ Azatioprina  può altresì essere utilizzata nella terapia delle forme gravi, o resistenti ai cortisonici, delle seguenti patologie:

  • Vasculiti ANCA-associate (Granulomatosi di Wegener e Poliangioite microscopica)
  • Affezioni dermatologiche
  • Sindrome di Behçet
  • Sindrome di Sjogren
  • Sclerodermia
  • Sarcoidosi
  • Psoriasi
  • Alopecia areata

Generalmente l’ Azatioprina viene somministrata per via orale, nella dose di 2,5/3 mg/kg/die, preferibilmente durante i pasti e con almeno un bicchiere di liquidi. La dose di mantenimento è invece compresa fra 1 e 3 mg/kg/die, a seconda della patologia da trattare, dalla risposta terapeutica del paziente e dalla tolleranza ematologica. Per quanto riguarda invece la profilassi del rigetto da trapianto, è possibile somministrare fino a 5 mg/kg/die, il primo giorno di terapia, mentre la dose di mantenimento può variare tra 1 e 4 mg/kg/die, da modularsi in base alle necessità cliniche e alla comparsa di effetti collaterali a carico del sangue.

Per quanto riguarda infine gli effetti collaterali, essi sono strettamente legati al dosaggio somministrato, alla durata del trattamento ed alla presenza concomitante di altre malattie e/o terapie. Gli effetti indesiderati più frequenti sono comunque legati all’azione di depressione della funzione midollare e consistono quindi in riduzione del numero di globuli bianchi (leucopenia), piastrine (piastrinopenia) e anemia. Si segnalano inoltre malessere generale, nausea, vomito, diarrea, vertigini, cefalea, febbre, brividi, ittero colestatico, pancreatite, mialgie, artralgie, alterazioni della funzionalità epatica, disritmia cardiaca e ipotensione.