Azafor  è un farmaco appartenente al gruppo di medicinali detti immunosopressori, ovvero in grado di inibire la risposta immunitaria dell’organismo; molto utili nel prevenire il rigetto in caso di trapianto di organi ricevuti da donatori.  Il principio attivo che ne garantisce l’efficacie è detto azatioprina, efficace, oltre che in vista di un trapianto, anche nel trattamento di patologie quali:

  • malattie infiammatorie autoimmuni (tra cui l’artrite reumatoide)
  • malattie infiammatorie intestinali (come il Morbo di Crohn)
  • malattie croniche autoimmuni ( ad esempio il lupus)
  • dermatomiosite
  • epatite cronica attiva autoimmune
  • poliarterite nodosa
  • anemia emolitica autoimmune refrattaria
  • porpora trombocitopenica idiopatica cronica refrattaria

Pur trattandosi di un farmaco di primaria importanza per chi soffre delle sopracitate patologie, circa il 15% dei pazienti in cura con Azafor sono soggetti ad effetti collaterali importanti, primo tra tutti la depressione della funzionalità del midollo osseo, con conseguente insorgenza di leucopenia (diminuzione del numero dei leucociti presenti nel sangue), trombocitopenia (diminuzione del numero di piastrine) ed anemia. E’ inoltre comune sviluppare un’aumentata suscettibilità alle infezioni  e reazioni di ipersensibilità. Tra le più comuni reazioni avverse si segnalano quindi malessere generale, ipotensione, vertigini, esantema, nausea e vomito, diarrea, febbre, brividi, rash ed alopecia, ma anche mialgia, artralgia, vasculite, pancreatite, disfunzione renale, dilatazione sinusoidale, peliosi epatica e fibrosi dello spazio di Disse. In pazienti in condizione di immunosoppressione indotta si assiste infine ad un’aumentata incidenza di tumori quali carcinoma cutaneo a cellule squamose, linfoma non-Hodgkin, carcinoma della cervice, sarcoma di Kaposi e cancro vulvare. Il rischio di sviluppare neoplasie è tuttavia più elevato quando il farmaco viene prescritto a pazienti trapiantati rispetto che nelle altre indicazioni. Per quanto riguarda gli altri effetti collaterali, solitamente si manifestano all’inizio del trattamento e la loro gravità varia in relazione alla dose di azatioprina prescritta, alla durata del trattamento, al tipo di terapie concomitanti e alla patologia di cui si soffre. In ogni caso si raccomanda un accurato monitoraggio ematologico per tutta la durata del trattamento.