E’ da più di un anno che se ne parla e sembra essere quasi arrivati ad un punto di arrivo: le sperimentazioni sono quasi giunte ad un termine e l’arrivo del Pillolo, l’anticoncezionale maschile a base di ormoni, l’esatto corrispettivo della pillola femminile, dovrebbe essere ormai prossimo.

Si tratta di un vero e proprio farmaco a base di testosterone e progestinico: il primo necessario a non far abbassare il desiderio sessuale, il secondo a bloccare la produzione di spermatozoi. In questa maniera l’eiaculazione rimarrà la stessa, l’orgasmo pure,  il liquido seminale anche, ma nell’eiaculato non saranno presenti spermatozoi. I pazienti che assumeranno regolarmente la pillola potranno beneficiare degli effetti contraccettivi dopo circa tre mesi dalla prima somministrazione, ma essendo in sperimentazione da più gruppi di ricerca nel mondo, esistono in realtà alcune differenze tra le varie soluzioni proposte.

Una via alternativa per assumere il testosterone, ad esempio, è basata su iniezioni intramuscolari da effettuarsi ogni 2 mesi circa che, in tal caso vanno ad affiancarsi alla pillola da prendersi quotidianamente. Esistono in aggiunta alternative sostanzialmente differenti, che non si basano su dosaggi ormonali e che sono in grado di agire entro poche ore dall’assunzione, ostacolando direttamente l’eiaculazione.

Uno dei più recenti studi propone invece una pillola che opera tramite una molecola che neutralizza direttamente una specifica proteina, rendendo gli spermatozoi incapaci di fecondare l’ovulo femminile.

Per quanto riguarda, invece, i tempi di recupero della fertilità, i soggetti che hanno assunto la pillola maschile sono ancora allo studio e, attualmente sembrano attestarsi intorno ai tre mesi. Sono inoltre sotto attenzione gli eventuali effetti collaterali su fegato, reni e prostata, con esiti finora confortanti.

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